Romania, Draculino e dintorni

Diario di viaggio 

Cliccare per la cartina stampabile

1° Giorno 09 agosto 2002

Sono le 09:00 del mattino del 09 agosto 2002 e partiamo con un po' di ritardo in verso un paesino della Romania, ci dobbiamo essere a mezzogiorno del giorno 11, quindi ci dobbiamo dare una mossa, anche perché non possiamo assolutamente mancare, gli amici che ci aspettano (conosciuti tramite internet) hanno prenotato gli alberghi anche per noi quindi gas aperto tanto facciamo il rodaggio alla V-Strom bella nuova.

La prima tappa ci deve obbligatoriamente portare al confine tra Austria e Ungheria, infatti arriviamo a Furstenfeld dopo 860 Km dei quali più di 500 sotto un' acquazzone battente, che ci accompagna da Ovada sino un po' dopo il Tarvisio, le uniche tappe sono per fare benzina in concomitanza con i bisogni fisiologici, incredibile quel coso che è la V-Strom, va come un treno è molto stabile anche se carica come un mulo ed è incredibilmente poco stancante, se me lo avessero detto non ci avrei creduto, ad arrivare in quel posto li ci abbiamo messo 8 ore (siamo arrivati alle 17), unica cosa da segnalare del viaggio è la vista di 4 babbei con la scritta "bergamasch in gir per il mund" stampata sulla maglietta che abbiamo beccato all' autogrill prima del Tarvisio e che poi abbiamo ribeccato a fare turismo sessuale a Brasov in Romania, certa gente che è scema può anche avanzare di scriverselo sulla maglietta, glielo leggi tranquillamente in faccia. Prima di cena visitiamo un po' il paesino, poco perché siamo anche stanchi, però dobbiamo trovare un meccanico, abbiamo perso uno dei bullonetti che tengono il parafango anteriore e voglio sostituirlo, il negozio di biciclette che ce lo vende è peggio di una gioielleria, anche per i prezzi, un bullone da 6 lungo 3,50 per 1€ e 90. La cena è buona e la stanchezza concilia il sonno, domani altra tirata, passeremo tutta la Ungheria ed entreremo in Romania.

2°Giorno 10 agosto 2002
Oggi dobbiamo arrivare ad Arad, la prima città di una certa importanza sul nostro cammino rumeno, centriamo l'obiettivo, sono 540 km, li facciamo in 7 ore, sembrano tanti ma abbiamo fatto una bella tappa gastronomica in una osteria sulla strada che ci ha portato via un po' di tempo, ma ne valeva la pena; la strada è quasi tutta di statale con appena un po' di autostrada dalle parti di Budapest, però è bella e si và come un treno, il treno però si ferma alla frontiera tra i due paesi e la burocrazia si fa conoscere per bene, si aspetta sotto il sole senza sapere cosa si deve aspettare, è che i doganieri aprono le sbarre quando gli fa comodo a loro e non ci puoi fare niente, una tipa rumena che lavora in Italia ci spiega che a volte ci vogliono delle ore per fare dogana, ci va bene che con la moto passiamo davanti a tutti, macchine e pulman, nonostante i giusti mugugni degli altri, facciamo gli stronzi e risparmiamo una buona ora di coda.

Il contrasto tra i due paesi e ancor di più con il nostro è immediatamente evidente, è fame nera e si vede subito, sembra di tornate indietro ai film del dopoguerra italiano, se l'economia rurale dei villaggi contadini ci fà un po' sorridere la durezza della vita nelle città lascerà il segno, però si vede una campagna sana e lontana anni luce dallo sfruttamento intensivo occidentale, una morsicata ad una mela locale ci fa sentire la differenza con le nostre, sarà anche un paese poverissimo, ma il contadino che riposa sotto un albero mentre il suo cavallo bruca tranquillo li vicino ci dà una sensazione di profonda pace, a proposito di cavalli, i carri trainati dai quadrupedi sono tantissimi, è anche piacevole vederli ma bisogna stare un po' attenti perché vanno più piano di noi e lasciano anche tante "caccone" scivolose che è meglio evitare, non parlo delle carcasse di animali più o meno domestici che troviamo ai bordi delle strade, il passaggio dei veicoli ma ancor più l'incuria dei "proprietari" degli animali stessi fanno una vera e propria strage di gatti, oche ma soprattutto di cani, una cosa che ti spezza il cuore, anche perché notiamo nella gente una bella dose di menefreghismo sulla triste sorte di questi poveri animali, 
indubbiamente questo sarà il motivo principale che NON mi farà tornare in Romania tanto presto e che mi impedisce di dare un giudizio favorevole sul paese o quantomeno sulla parte meridionale (parleremo dopo del Maramures).

Arriviamo alla sera nella città di Arad e vediamo la prima delle cose strane della Romania, le strade sono più in buone condizioni nella campagna che in città, ma la differenza è proprio tanta, infatti se in piena campagna andiamo anche a 160 kmh ( la locale polizia ci ha beccati, è meglio non fare i furbi) in città i buchi sono onnipresenti e estremamente profondi, non si riesce ad andare a più di 20 kmh, il traffico locale, un misto di autobus-camion-macchine più o meno strane e/o moderne (poche) e i tanti carri trainati dai cavalli (bellissimi) ci costringono ad una andatura ben più che prudente. (non credo che ci sia qualche forma di constatazione amichevole di incidente da queste parti).

La scelta dell'albergo chiaramente si risolve in un terno al lotto, ne scartiamo uno per l'evidente stato di bordello dello stesso,un altro perché a vederlo ci sembra uno spremi-industriali del nord-est in cerca di sesso facile, (sport nazionale delle rumene carine e degli industriali del nord-est italici e non solo) un altro perché non ci ispira e poi ne troviamo uno che era la somma dei precedenti, cosi' non ci siamo sbagliati, non mi ricordo come si chiama, però è sulla via principale di Arad, con le aste porta bandiere davanti (ci abbiamo incatenato la moto) e c'è anche il ristorante (piccolo) esterno sul dehor, la facciata è da grand-hotel, la scalinata con la moquette rossa anche, la vista è sulla piazza principale della città ma la camera è appena discreta e ci costa 40€ (lo stipendio di un professore universitario locale), come ci fermiamo veniamo circondati da dei ragazzini malpresi che chiedono l'elemosina, per qualche euro si rivelano un ottimo antifurto per la moto, forse più valido della catena attaccata al porta-bandiera, mi sento un po' stronzo ma credo che se gli avessi fatto semplicemente dell'elemosina sarebbe stato peggio, così se non altro i soldi se li sono un po' guadagnati (hanno fatto per davvero la guardia alla moto per tutta la notte) resta il fatto che la situazione dei bambini e ancor più per gli anziani è semplicemente assurda e incredibile, senza alcuna forma di assistenza, né sanitaria né pensionistica, lasciamo perdere che è meglio, nonostante un po' di stanchezza facciamo un breve giro per la città (a piedi) in attesa di andare a cena, giusto per farci un'idea di quanti sono i turisti sessuali di chiara provenienza italica, sia giovani che ancor più numerosi quelli un po' stagionati che se la tirano da Alain Delon, questi ultimi sono dei tacchinatori instancabili, prendono le "vittime" per stanchezza, ma chiaramente è tutto un gioco delle parti dove il maschio fa la figura del solito fesso, è convinto di essere un adone ma serve solo per fare un po' di soldi e per scroccare una lauta cena, è chiaro che in un paese dove una camera di albergo costa lo stipendio di un professore, una lattina di coca-cola una giornata di lavoro di un operaio e un paio di scarpe due mesi di stipendio dello stesso, cedere alle richieste di un più o meno ricco turista italiano è abbastanza facile.

Ceniamo nel ristorante dell'albergo (aperto 24 ore), discretamente bene devo dire e abbastanza a buon prezzo, anche se a una cifra spropositata rispetto al costo della vita locale, facciamo due passi e andiamo a dormire, quella di domani tanto per cambiare sarà un'altra tappa di trasferimento coatto, dobbiamo arrivare a Bran assolutamente per mezzogiorno (non dobbiamo perdere l'appuntamento con gli altri) per ora in due giorni abbiamo fatto 1.400 km e abbiamo visto ben poco, per domani mattina sarà lo stesso poi speriamo di goderci il giro.


Cliccare per la cartina stampabile


3° Giorno 11 agosto 2002
Destinazione castello di Dracula, il conte che ha impalato 40.000 turchi che gli avevano invaso il paese e che adesso da noi è conosciuto come vampiro, abbiamo appuntamento con gli altri a casa sua e partiamo di buona mattina, dobbiamo fare più o meno 410 km e dobbiamo essere là per mezzogiorno,
attraversiamo una bella fetta di Romania ed arriviamo nel paesino di Bran, famoso per il castello di Dracula, in realtà questo è la casa di campagna del fu conte, il castello vero e proprio è stato abbattuto per vendetta dai turchi una vita fà, però anche questo fa la sua figura, non è certo una cascina, ma un vero e proprio maniero all'antica, incredibile, la zona è chiaramente un attira-turisti e noi riusciamo ad andare a mangiare in una pizzeria italianeggiante (però non mangiamo pizza ma una cosa locale), per visitare il castello c'è anche una guida che parla italiano, quindi ci capiamo qualcosa, un consiglio: non comperate delle bottigliette di acqua minerale, sicuramente è scaduta, fa schifo ed è carissima.
Finita la visita al castello insieme agli altri (ci sembrano gente giusta) andiamo verso Brasov, dove passeremo la notte nel campeggio "Draste", dormiamo in piccoli bungalow a forma di tenda canadese, abbastanza confortevoli, quello che lascia a desiderare è la pulizia dei servizi, in compenso il ristorante riqualifica la struttura, si mangia in modo egregio, anche passare la serata accompagnati da un piccolo complessino che suona fa in modo di farci passare una piacevole serata di assoluto relax, ci voleva.
Prima di cena visitiamo la città e devo dire che è molto ma molto bella (nel suo centro storico), è chiaro che prima di Ceausescu questo era un popolo con una solida cultura che si vede ancora adesso nelle sue migliori espressioni, fortunatamente vi adesso in atto una sensibile opera di restauro e di conservazione di chiese, monumenti e piazze di notevole interesse architettonico, un consiglio: andate in centro con i taxi, non costano niente e vi evitano il patema d'animo di dove mettere la moto.

4° giorno 12 agosto 2002
Partiamo da Brasov senza troppa fretta, ci aspetta una tappa abbastanza corta (meno di 300 km) quindi abbiamo tutto il tempo per fare i turisti, per noi che abbiamo sulle spalle tre tirate mica male è una pacchia, visitiamo delle chiese che sono sulla strada che ci porta verso le famose gole di Bicaz, queste chiese hanno la particolarità di essere fortificate, in pratica sono dei veri e propri fortini in grado di resistere ad un assedio anche prolungato, (da queste parti gli ottomani hanno fatto il bello e cattivo tempo per un po') infatti ci sono le stalle per gli animali, degli orti , i forni ecc.ecc. visitiamo quello 
di Prejmer in quanto l'altro (quello di Harman) è chiuso e non troviamo il custode.
I paesaggi sono prevalentemente agresti e di collina, l'economia rurale è arretrata ma chiaramente consente un reddito sufficiente ad una vita più dignitosa che in città (li' le differenze tra ricchi e poveri sono estremamente marcate), scollinando su un passo ci imbattiamo in una famiglia di zingari, ma proprio quelli originali, con i carri trainati da cavalli, una nidiata infinita di bambini, la mamma che sembra uscita da un romanzo e il capo famiglia che si distingue da un orso perché ha la barba, subito veniamo assaliti dai pargoli che vogliono l'elemosina, scappiamo di corsa prima di non uscirne più.
La strada sembra fatta apposta per le moto, saliscendi e curve a non finire, bellissima, dopo pranzo arriviamo al "Lacu Rosu", famoso perché ci sono piantati dentro dei tronchi di legno pietrificati, sarà anche famoso però a vederlo non ci dice più di tanto, invece sono molto belle le successive gole di "Bicaz", ricordano in pieno le immagini dei film su Dracula, gira che ti rigira siamo riusciti a far passare troppo tempo e adesso sta facendo scuro e siamo ancora distanti da Piatra Neamt dove ci spetta l'albergo per la cena e la notte, una tirata decisa e siamo arrivati, non mi ricordo come si chiama l'hotel, esternamente sembra un palazzo di vetro, all'interno però le camere sono un po' all'antica, però al ristorante si mangia benissimo quindi un evviva per l'hotel di cui ci siamo dimenticati il nome.

5° giorno 13 agosto 2002
Oggi partiamo per fare una sbornia di antichi e famosi monasteri, in effetti sono molto suggestivi e pratici, fatti anche loro per resistere a lunghi assedi ma anche per favorire la meditazione e la preghiera e in effetti anche un po' di arte si è sviluppata tra quelle mura, pensandoci bene a quei tempi da quelle parti la vita non doveva essere proprio una gioia, essi sono l'esempio pratico di come ci si doveva comportare e si doveva vivere per campare il più a lungo possibile in effetti quei frati erano anche ben ingegnosi e si erano creati un loro mondo isolato ma vivibile, i monasteri ben meritano una visita anche approfondita, noi in uno di questi abbiamo conosciuto la sorella di Milosevic, la abbiamo chiamata così noi perché predicava lo sterminio di Turchi, Ebrei, Neri e Armeni, forse Bossi è andato a lezione da lei, comunque sentire una religiosa che predica la morte fa un certo effetto.
Partendo da Piatra Neamt il tragitto di soli 320 km circa ci ha portato ad attraversare le campagne del Neamt e del Suceava, abbiamo attraversato un bel po' di piccoli villaggi contadini e la cittadina di Fatisceni, il tragitto è stato molto rilassante, sia per le medie molto basse che per il paesaggio bucolico e leggermente montano che cominciava a piacermi di più della pianura precedente, siamo
arrivati a visitare nell'ordine i monasteri di Voronet, Sucevita e Moldovita, quest'ultimo senza ombra di dubbio il più turisticizzato ( potenza del dollaro), abbiamo dormito nei suoi pressi in una struttura chiaramente costruita ad hoc di chiara ispirazione germanica, comunque era comodissima e si mangiava anche molto bene, però diffidate di un formaggio che assomiglia allo squaquarone, puo' fare brutti scherzi.
A parte la solita pioggia oggi è stata una giornata di completo riposo, i posti attraversati sono belli e anche i monasteri in fin dei conti si sono meritati la loro fama.

6° giorno 14 agosto 2002
Il programma odierno prevede una visita al cimitero allegro di Sighetu Marmatei, per raggiungerlo passiamo attraverso una regione di mezza montagna bellissima, facendo il famoso "pasul Borg" o passo borgo che dir si voglia, bellissimi paesaggi bucolici in mezzo ad un verde spettacolare ed una strada che fa venir voglia di aprire il gas,(da non fare assolutamente, la polizia locale gradisce molto la valuta straniera) sono rimasto isolato dal gruppo ma con il road book che ci ha dato Liana non ho alcun problema a ritrovare gli altri.
Arriviamo a Sighetu Marmatei (sono solo 190 km circa) ed immediatamente andiamo a vedere il famoso cimitero allegro, in effetti è proprio così un cimitero dove tutte le lapidi (rigorosamente in legno) sono dipinte da colori sgargianti e su ogni lapide al posto della solita frase scritta vi è un disegno che rappresenta o una scena di vita del defunto o la causa del trapasso, per esempio: in una lapide vi era raffigurato un tipo dietro una scrivania (il morto era un impiegato statale), in un'altra vi era disegnato un incidente di lavoro nei campi (il defunto era un contadino schiacciato da un carro) e così via, il posto attira una notevole folla di turisti occidentale, ma state attenti al parroco del posto, tollera le foto ecc ma guai a disturbarlo mentre celebra la messa.
Abbiamo pranzato da una famiglia di contadini del posto è una esperienza da fare assolutamente come è da assaggiare la grappa che si fanno in casa, spettacolosa nella più sana tradizione contadina, altro che Nardini, tra l'altro abbiamo mangiato bene e tutti cibi veramente indigeni e non 
modificati per i gusti occidentali come quelli dei ristoranti, poi abbiamo anche comperato da loro un bellissimo tappeto fatto dalla nonna (siamo anche riusciti a infilarlo nel bauletto) e penso che i 50 € gli abbiano facilitato la vita per un po'. 

7° giorno 15 agosto 2002
La meta di oggi e la città di Cluj -Napoca, lì ci fermeremo per un paio di giorni (ufficialmente per riposarci ma anche perché l'albergo ha qualche intrallazzo con l'organizzatore, niente di male, in effetti siamo anche un po' stanchi e una sosta confortevole è ben accetta da tutti).
La città vale la sosta, è il classico esempio di città medio - borghese e il buon Ceausescu non ha infierito su di essa più di tanto, forse perché qui vi è nato Mattia Corvino ed allora è rimasta quasi esente dagli sconvolgimenti architettonici statali, per non smentirci (ma ne sentivamo fortemente il bisogno) siamo andati a mangiare in un ristorante napoletano gestito da un romano ( gli italiani si trovano sempre e dovunque) la pizza era ottima ed erano altrettanto buone le tagliatelle ai funghi, a proposito, mai visti tanti funghi come da queste parti, i ragazzini li vendono letteralmente a quintali ai bordi delle strade, a qualsiasi prezzo, basta avere i soldi giusti.
Consigliamo l'uso del taxi per girare la città, come al solito costa pochissimo, vi riporta all'albergo anche se vi perdete e vi evita patemi d'animo quando la moto viene assalita da stormi di ragazzini.
Ci fermiamo per due giorni, ci volevano per riposarci e per conoscere un po' meglio e con calma il paese e le usanze locali, non so se di queste ultime ne abbiamo fatto tesoro, in compenso abbiamo dato una rinfrescata alle nostre (l'albergo aveva anche la tariffa oraria, non so se mi spiego), in tutti i casi queste sono le ultime notti che passiamo in Romania, domani andremo in Ungheria.

8° giorno 16 agosto 2002
Oggi ci aspettano 550 km da Cluj a Vezprem in Ungheria, saranno anche molto faticosi, perché praticamente da subito dopo la partenza iniziano degli interminabili lavori in corso che ci accompagneranno sino alla frontiera ungherese e la segnaletica da queste parti non è certamente il massimo per la sicurezza stradale, praticamente ci facciamo circa 200 km di sterrato zigzagando tra camion fumeggianti che hanno sempre ragione.
Passata anche questa volta la frontiera con una interminabile coda dove i più scaltri hanno avuto ragione entriamo in Ungheria e la differenza si vede subito, siano 50 anni più avanti, anche nella zona più rurale della pianura magiara, il sogno di un albergo all'occidentale ci fa aprire la manetta e nonostante due forature a dei nostri amici arriviamo nel tardo pomeriggio a Vezprem dove siamo accolti da un albergo che ci sembra da mille e una notte, saremo anche cinici e stronzi ma che bello, ci voleva proprio.
Cena alla grande e un po' di casino anche, infatti da qua il gruppo comincerà a sciogliersi, i primi a abbandonare la compagnia saremo noi ed un milanese con un Guzzi 1000 SP che prolungheremo le ferie in Austria.


Cliccare per la cartina stampabile


9° giorno 17 agosto 2002
Oggi abbandoniamo l'Ungheria e attraverseremo quasi tutta l'Austria, faremo: Vezprem- Graz-Klagenfurth-Lienz ed arriveremo a Erlsbach in Tirolo per un totale di circa 540 km, personalmente l'Austria mi piace moltissimo, è un vero paradiso per le moto e soprattutto su per il Tirolo fa un fresco favoloso, questo percorso ci porta al passo Stalle, che collega la valle del Deferenggen alla Valle di Anterselva in Italia, è un passo poco conosciuto ma bellissimo, passa in quota e bisogna stare attenti ad evitare le mucche che pascolano libere ai bordi della strada che tra l'altro è molto stretta, altra caratteristica è il fatto che il transito è temporizzato, 45 minuti dall'Austria all'Italia e i rimanenti 15 in senso contrario (la strada è a senso unico alternato), vi sono anche dei passaggi molto bassi che ne impediscono l'uso a camper o furgoncini, in compenso come dicevo il panorama è uno spettacolo.
Comunque ci fermiamo alla base del passo nel paesino di Erlsbach dove dormiamo e ceniamo in una gasthaus sulla strada, come al solito la camera è di buon livello e la cena è buonissima, veramente ottima al costo totale dell'equivalente di 45? in due compresa la colazione-monstre della mattina seguente, sarebbe bello che qualcuno mi spiegasse perché dalle mie parti in riviera per quei soldi al massimo ti fanno dormire in una stamberga di infima categoria e nient'altro, misteri dell'alta economia ligure.
Comunque questo praticamente è l'ultimo giorno di queste ferie, domani faremo una tirata sino a casa e faticheremo un po' a riabituarci al traffico nostrane, ma sento anche nostalgia dei nostri ravioli e/o tagliatelle quindi gas e via per gli ultimi 550 km di queste ferie.

Alcune considerazioni:
La Romania mi ha un po' scioccato, soprattutto le città più grandi, lusso, fame e delinquenza (quest'ultima collegata al lusso) convivono alla grande, si vedono sbarbatelli a bordo di fiammanti mercedes dotati di biondone al seguito e anziani che vendono fiori di campo per tirare su qualche soldo per mangiare, bambini che si prostituiscono (sono tantissimi gli italiani che se ne approfittano, molto più di quanto pensiate), mentre nelle zone rurali la povertà è un po' più dignitosa, ma comunque di soldi ne girano indubbiamente tanti nelle tasche di pochissimi, mi fà un po' senso il fatto che noi italiani facciamo tanto i buonisti, invece tantissime sono le nostre fabbriche che letteralmente sfruttano le maestranze locali con stipendi vergognosamente da fame (30€ al mese) quando va bene approfittandosene della povertà di quella gente.
Con mia moglie siamo dei solitari e questa è la prima volta che facciamo un giro quasi organizzato, devo dire che la 2000.moto di Dino Mazzini e sua moglie Liana mi ha ben impressionato, infatti eravamo liberi di fare quello che volevamo e di andare per conto nostro, ma avevamo anche dei precisi punti di riferimento in caso di necessità ed un dettagliatissimo road book per sapere sempre dove eravamo, l'assistenza non è mai servita ma c'era e di qualità, così come erano buoni alberghi e ristoranti, devo fare loro i miei complimenti.

KM Totali circa 4400

Prenotazione hotelHotel, bed and breakfast, apartment-venere.com
Destinazione:
Arrivo:
Partenza:
Persone: Camere:
Autore:  

Gianfranco Gaetti e Patrizia - www.roadsnails.it

Data:  

Agosto 2002

Itinerari collegati

Nessun itinerario al momento

Home page