Bellissima Polonia

Diario di viaggio 

 

Primo giorno
Come al solito partiamo Gigi, mia moglie ed Io, appuntamento sul ponte Gorsexio sopra Mele (Ge) il direzione Polonia, laghi Masuri e parco nazionale di Bialowieza, ma abbiamo intenzione di fare un po’ di tappe intermedie (saranno quelle che ci fregheranno), come al solito, ormai è un must entreremo in Austria dal passo Stalle, visto che andiamo anche molto piano ci fermiamo per mangiare vicino a Chiusa in trentino,facciamo la statale non l’autostrada prima di imboccare la val Pusteria.
Mangiamo in un piccolo ristorante sulla strada un po’ prima di Chiusa perchè ci sono posteggiate molte altre moto, il padrone è un po’ gay e facciamo conoscenza con un suo amico camionista (vedi foto) incavolato con gli autisti ungheresi che gli fanno concorrenza vendendo in giro strane statue della madonna ad un prezzo troppo basso secondo lui, me ne fa vedere una e capisco che il vino lui non lo regge mica tanto.
Ci fermiamo ai piedi del passo Stalle in attesa del semaforo verde e ne approfittiamo per prendere un po’ in giro Gigi che come al solito aveva perso gli occhiali (questa volta al distributore di Anterselva), fa fresco e un bel the caldo ci sta’ tutto; al semaforo verde partiamo e come al solito in vetta lo spettacolo è notevole, foto e un
po’ di chiacchiere con i motociclisti che aspettano per la discesa sono di rigore, come già altre volte andremo a dormire a S. Jackob in Deferenghental, solito posto e anche solita camera, solita cena sontuosa al solito prezzo più che onesto, non mi ricordo il nome ma se passate di li e subito prima del distributore.

 

Secondo giorno
La mattina passiamo dal negozio lì vicino a comperare un paio di bretelle che le mie si sono rotte e comperiamo anche il classico cappello a fungo dei tirolesi, facciamo rotta per il parco dei Alti Monti Tauri con la relativa strada a pagamento ( succede spesso che in Austria che le strade più belle siano a pedaggio), comincia a piovere e appena ripartiti dopo la vestizione a Gigi si rompe la placchetta del casco che tiene la visiera, è un Arai bello nuovo e a Gigi girano un po’ le palle, passiamo il tunnel sotto l’acqua che si sta trasformando in neve e noi così acceleriamo: vogliamo arrivare il più presto possibile a Berchesgaden per andare a vedere il famoso “nido dell’aquila” ovvero sia la casa dell’individuo più bastardo del 1900, piove a dirotto per quasi tutto il tragitto (pochi km in verità) e quando arriviamo al piazzale da dove partono i pulmann per arrivare in vetta (da lì in poi il transito è vietato a tutto) mandiamo tutti al diavolo, 18 euro per visitare la casa di Hitler da me non li prenderanno mai , mettiamo in moto e prendiamo l’autostrada per recuperare un po' del tempo perso, sotto la pioggia ci fermeremo a Seewalchen sull’omonimo lago.

 

Terzo giorno
Oggi ci aspetta un tappone di trasferimento abbastanza lungo, come al solito non abbiamo una meta precisa, solo la direzione poi dove arriveremo arriveremo, basta che sia il più in la possibile, attraversiamo sempre in autostrada tutta l’Austria (con il sole), saltiamo Vienna, prendiamo per Bratislava e ci dirigiamo verso la Polonia, ci fermiamo a mangiare un po’ prima di Brno in un ristorante per camionisti locali e ci troviamo benissimo, il paesaggio è molto ungherese anche se siamo sempre in Cekia, l’Ungheria è lì a un passo e l’influenza si vede, anche nel mangiare.
Passiamo da Brno (meta dei motociclisti italiani per il gran premio) e ci avviciniamo alla Polonia, siamo anche un po' stanchi e cerchiamo un paese dove fermarci per la notte, usciamo dalla superstrada a Novj Jicin, ci sembra un paesotto industriale da niente e invece si rivelerà una splendida cittadina.
Pernottiamo nell’hotel imperial Praha dove la matrimoniale ci costa 16 euro, nei quali sono compresi il garage per la moto e la colazione gigante, la cena invece , comprensiva di tre crepes a testa preparate davanti a noi dal mastro crepaio e dalla sua assistente, la mostruosa cifra di 5 dicasi cinque euro a cranio ed avevamo a nostra disposizione due camerieri, roba da altri tempi, comunque prima di cena facciamo un giretto per il paese, passati sotto un arco
restiamo di sasso, una piazza bellissima,tutta circondata da portici e con tantissimi locali, una atmosfera bohemienne che ci ha lasciati di sasso, altro che paesotto industrializzato, abbiamo passato girovagando per locali un bellissimo dopocena.

 

Quarto giorno
Prima di partire facciamo un altro giro per la città e finiamo in un piccolo mercato rionale, è stato come rimettere i piedi per terra, la differenza fra le nostre economie è ancora tantissima, sembrava di essere ancora nella Cecoslovacchia di una volta, però si vede la voglia di cambiare e forse farlo a piccoli passi è la ricetta giusta.
Oggi è una tappa che lascia il segno, siamo andati ad Auschwitz-Birkenau e indubbiamente abbiamo toccato con mano la cattiveria umana, sarebbe bello portarci quei coglioni con la testa rasata che urlano tanto negli stadi, ma lasciarceli anche un po’ da soli e di notte a vedere se si cagano addosso, comunque una visita in questi posti dovrebbe essere obbligatoria per le scuole, sono cose che devono essere ricordate e non dimenticate come qualcuno vorrebbe.
Partiamo da Auschwitz e raggiungiamo la vicina Cracovia, qui i prezzi sono decisamente “europei”, però l’albergo è confortevole ed è in centro, nella zona più
bella della città, noi siamo sempre i soliti e a Cracovia siamo andati a mangiare in un ristorante Tex-Mex (il chili era squisito) come era buonissimo tutto il resto per una cifra tutto sommato buona (18 euro a cranio).

 

Quinto giorno
Alla mattina turismo nella città, giro con la macchinina elettrica, cartolinamento da parte di Gigi e partenza per il parco di Bialoweza, il traffico comincia a farsi veramente fastidioso, non ci sono autostrade e questa è la direttiva per le repubbliche baltiche, quindi il traffico di camion che ne vengono dall’Europa occidentale è pazzesco, le coulisse nelle strade sono sempre più profonde e noi decidiamo di percorrere strade secondarie per evitare questo casino, saggia decisione, si vedono i posti più belli con più tranquillità.
Il paesaggio in questa parte della Polonia è abbastanza povero, solo grandi coltivazioni intervallate ogni tanto da ricche foreste (speriamo che durino) e qui in una piccola trattoria sperduta nella campagna polacca battiamo tutti i record degli ultimo 20 anni: un primo, un secondo, il dolce e un caffè (pauroso) per l’equivalente di “3” dicasi tre euro e settanta centesimi, mitica Polonia e il tutto era di buona qualità non era un pasto da buttare, tutt’altro.
Siamo quasi a sera quando ci becchiamo anche un po’ di pioggia, ci cambiamo nel solito gabbiotto degli autobus e ripartiamo alla ricerca di un posto dove dormire, come al solito la pioggia induce alla fretta e la fretta ti fa fregare: troviamo dopo pochi km un motel con annesso ristorante e benzinaio, sulla strada, non sapendo cosa c’era dopo ci fermiamo per dormire, decisione del piffero, il posto è sporco, maleducati quelli che ci sono dentro, si mangia così così e ci deve essere anche un bel giro di mafia locale, certi tipi in giro con delle facce che si baciavano e abbracciavano, alla toto’ riina per intenderci, l’unica cosa positiva che al mattino successivo si sono sbagliati a farci il conto, ci hanno fatto pagare da indigeni invece che da turisti (la diversità di trattamento economico è evidente, i locali pagano meno della meta’), il tempo è ritornato bello e partiamo per Bialowieza, ci arriveremo in pochissimo tempo.

 

Sesto giorno
L’ingresso del parco di Bialowieza è uno spettacolo, 22 km di foresta e solo foresta, roba da chiedersi se si è sbagliato strada (impossibile è l’unica) e si arriva nella cittadina che si chiama appunto Bialowieza, ci sono delle case con addirittura il tetto di canne, zero traffico, cavalli e grandi alberghi anche di catene internazionali, tutto la regione vive sul parco e di agricoltura, i contadini del posto stanno imparando adesso ad affittare le camere, peccano però abbondantemente di igiene e non capiscono che la doccia la vogliamo in camera e non nella stalla, impareranno in fretta, si stanno già adattando e i soldi sono un ottimo incentivo per imparare in fretta.
Abbiamo trovato da dormire in un piccolo cottage fuori dal paese, nuovissimo, bellissimo e pulitissimo con una titolare gnocca e in gamba, non ci poteva andare meglio, 20 euro la camera matrimoniale e circa 15/16 la cena abbondantissima, favoloso, come è favolosa la natura da queste parti, abbiamo solo sbagliato il tipo di giro del parco, (è possibile farlo solo a piedi, in mountain bike o con una carrozza
trainata da cavalli) a causa della lingua non abbiamo scelto il giro “lungo”, ma quello che ci portava dai pochi bisonti rinchiusi in una oasi faunistica, era meglio l’altra soluzione, sarà per la prossima volta, in tutti i casi il giro per la foresta è durato più o meno tre ore, mica male.
Ci fermiamo due notti e ci riposiamo bighellonando per il parco, il secondo giorno buco la gomma posteriore, è un dramma, trovo dei motociclisti del posto che mi accompagnano da un tentativo di gommista, non c’è, allora decido di andare a vedere nel paese vicino (22km) li ne trovo uno perchè mi ci accompagna un tipo del posto con una Transalp, il tipo non ha nessuna voglia di lavorare di sabato e non c’è niente da fare, ritorno a Bielowieza e ricerco il gommista di prima, la moglie mi dice che sta arrivando, lo aspetto e insieme con il mio kit anti forature e il suo compressore sistemiamo la gomma che non mi darà altri problemi per 2000 km più o meno, pero ‘effettivamente da queste parti i servizi per le moto sono nulli, sperate di non rompere niente.

Settimo giorno
Oggi partiamo con la dovuta calma per i laghi Masuri, tanto famosi quanto a noi sconosciuti, ritorniamo a dirigerci verso nord per un po’ (e dagli con la compagnia dei camion), tocchiamo prima Bialystok e poi Augustow, poi giriamo decisamente a sinistra per arrivare a Mikolajki che si trova proprio sulle rive di uno dei tanti laghi, i km non sono poi tanti, più o meno 280 in un paesaggio che prima è poi brullo e insignificante , poi avvicinandosi ai laghi diventa sempre più bello sino a guadagnarsi l’appellativo di stupendo.
Stiamo andando nella maniera più calma possibile, ci fermiamo a mangiare in un posto che non so più dove è, la vecchietta che è dentro non capisce niente,( ha ragione Lei , è a casa sua, comunque si mangia e anche bene, fuori dal locale 4 tipi con una dose notevole di birra in pancia stanno rimirando le nostre moto, li facciamo accomodare in sella e li fotografiamo, sono i ragazzi più felici del mondo, ci danno i loro numeri di telefonino e ci salutiano, direzione Mikolajki nei laghi masuri.
Arriviamo nel primo pomeriggio e troviamo subito un favoloso alberghetto con darsena privata, proprio sul lago, la solita botta di culo che ogni tanto ci vuole, Gigi ha una camera con balcone vista lago più grande di camera mia, per 15 euro a notte è una vera pacchia, però da queste parti il turismo impera e i prezzi sono un bel po’ più alti che altrove, d'altronde il posto è stupendo e abbiamo anche il posteggio al chiuso per le moto, non potremmo volere di più.
Ci laviamo e ci diamo una rassettata e poi in attesa dell’ora di cena andiamo a bighellonare per il paese, si vede proprio che è una zona turistica, bar, ristoranti e negozi di cianfrusaglie come da noi, anche un show room della Slam, c’è anche la prova polacca del campionato del mondo rally, quindi ci vediamo anche un po’ di macchinine come si deve, il paesino è tutto sulle sponde di un laghetto che a sua volta è collegato agli altri 100 e passa che formano la regione dei laghi, qui la nautica da diporto è molto sviluppata e le barche a vela di tutte le dimensioni sono in un numero impressionante, cerchiamo anche di capire un po’ come è la faccenda e facilmente veniamo a conoscenza dei traghetti che fanno dei giri nella zone, domani ne approfitteremo, per adesso andiamo a mangiare che cominciamo ad avere fame;
andiamo a mangiare in un bar che fa anche da ristorante ma che ha anche un maxi schermo per il mondiale di calcio, Gigi non puo’ restare senza e in mezzo al casino dei tifosi ci ingozziamo ben bene, ottima anche la birra locale, a domani.
 

Ottavo giorno
Oggi si cazzeggia, partiamo la mattina non troppo presto per un giro nei laghi Masuri, vi sono varie possibilità di percorsi e noi scegliamo una delle più lunghe per passare la giornata in totale relax. I laghi sono splendidi, mai avrei detto che la Polonia sia così bella, un susseguirsi di calle, anfratti e approdi in mezzo alla vegetazione rigogliosissima, veri angoli di tranquillità raggiungibili solo per lago sono uno spettacolo bellissimo, i vari laghi sono anche a livelli diversi ma sono collegati uno con l’altro con delle chiuse e il piccolo traghettino che ci ospita si infila in canali e rami dei laghi di una bellezza unica, come i laghi finlandesi ma con una vegetazione più rigogliosa.
A mezzogiorno sbarchiamo in un posto che non so più dove era e decisamente ci avviamo alla ricerca di un ristorante, trovarlo è semplicissimo, la zona è ben battuta turisticamente, tra l’altro si mangia bene e in modo divertente, il faticoso è digerire ma non ci tiriamo indietro, una bella panchina sotto gli alberi e aspettiamo il traghetto che torni indietro prima o poi e che ci riporti alla base.
Il ritorno complice lo stomaco pieno è un po’ abbioccato, forse non riusciamo più a goderci del paesaggio, in tutti i casi verso le 18,00 siamo nuovamente a Mikolajki, giusto in tempo per una doccia e per infilarci nuovamente nel solito bar ristorante con mega schermo per la solita partita dei mondiali, che palle.

 

Nono giorno
Ci tocca ripartire, il tempo è tiranno, ci dirigiamo in direzione ovest attraversiamo fra mille difficoltà? Cittadine anche piccole come Olstzin ma tra lavori in corso, scarsa segnaletica e lingua incomprensibile, con in più la vecchia che ci rincoglionisce un po’ , ci perdiamo un sacco di volte e lo stesso si ripeterà nelle città che attraverseremo poi, è matematico, ci dovremo dotare di navigatore, questa parte della Polonia non dice un gran che, attraversiamo Brodnica- Wloklawek- Kalsz e ci fermiamo a mangiare in un posto un po’ isolato sulla strada, il classico baracchino per camionisti, i quali in questo tratto di strada sono dei veri e propri gladiatori, hanno sempre ragione loro, quindi occhio, sono grossi; arriviamo nel primo pomeriggio nella cittadina di Olesnica, ricerca di un albergo, lo troviamo facilmente, sembra un gran bel posto ,invece si rivelerà un emerito cesso, non che sia sporco o altro ma è proprio un cesso, qui facciamo conoscenza con dei connazionali in trasferta, il solito industrialotto che differenzia le attività andando a spendere meno all’est.
Anche la cittadina non dice niente, classico borgo industriale ex comunista, come non dice praticamente niente la cena, quindi con gioia andiamo a dormire per ripartire l’indomani mattina presto (alle 09.00).

 

Decimo giorno
Oggi arriviamo a Tabor, lasciamo la Polonia ed entriamo in Cekia, vogliamo andare a Praga, l’ultima volta che c’ero stato era il 1991 quindi volevo vedere un po’, e poi me la ricordavo all’epoca delle frontiere chiuse quando andavamo a partecipare al G.P. della Cecoslovacchia di sidecarcross che si faceva a Oubenice, a 40 km da Praga.
Massima e somma delusione, della bellissima città di una volta non è rimasto quasi nulla, anche piazza S. Venceslao (quella dove si bruciò Jan Palach) si è ridotta ad un doppio stradone in salita un traffico assurdo, rifilatori di patacche ad ogni angolo e le bellissime strade a fianco del fiume che hanno lasciato il posto a stradoni intasati all’inverosimile, una tangenziale che taglia in due la città in una maniera oscena e una periferia industriale che porterà si lavoro e benessere ma che a me lascia l’amaro in bocca, scappiamo letteralmente da questo casino, non voglio che il presente mi rovini i ricordi di 20 anni fa.
In direzione Austria passiamo vicini al bivio per Oubenice, non voglio rivangare il passato dai bei ricordi e tiriamo dritti, adesso mi accorgo di aver fatto una cazzata, eccome se vorrei rivedere il circuito o quello che ne resta, comunque tiriamo diritti e ci fermiamo a Tabor (eravamo un po’ stanchi) e cerchiamo un albergo, dopo una ricerca un po’ menosa troviamo un posticino da botta di fortuna, con garage interno, camere pulite e ampie, con un gatto (Matteo) che mi ricorda il mio (Gigi) e la titolare simpatica con un tipo italiano che non si sa come abita lì (cose strane), il paese è tranquillo e rilassante, la sera facciamo una passeggiata per cercare un ristorante, ceniamo benissimo, all’aperto, insomma una ottima serata.

 

Undicesimo giorno
Partiamo con la solita calma per l’Austria, andremo a Bad Ischl, il paese di Sissi, complici dei lavori in corso ed io che mi incarto con la carta (divento più vecchio e rinco) ci perdiamo vicino al confine austriaco, proprio in quei posti che avevo passato un po’ di anni fa almeno due volte all’anno.
Fra una bestemmia e una brutta figura arriviamo all’agognato posto di confine, adesso mi ci raccapezzo ed andiamo a mangiare in una gasthof che ci avevo già mangiato 20 anni fa’, è ancora lì e ci si mangia ancora benissimo, solo un po’ rinnovata ma neanche tanto, rimpiango sempre di più di non essere andato a Oubenice, con la dovutissima calma arriviamo a Linz e prendiamo l’autostrada per Salisburgo, usciamo a Seewalchen e costeggiamo il lago (paesaggi stupendi) e giriamo per Bad Ischl, posto di villeggiatura per fighetti (si vede dalle vetrine e dai prezzi), la casa-museo della bella Sissi è chiusa e allora andiamo un po’ aventi per uscire dal paese (e dai prezzi un po’ salati) e qualche km dopo ci fermiamo in una Gasthaus sulla strada, lì ceniamo e dormiamo, a parte il paesaggio austriaco sempre bello oggi è stata una giornata un po’ insulsa.

 

Dodicesimo giorno
Oggi rientriamo in Italia, facciamo un po’ di km in più del necessario per fare il passo Rombo che è fantastico, quindi allunghiamo il tragitto fino alla valle di Oetz, quello del guerriero di Similaun, il posto lo conosciamo già perché ci siamo stati altre volte, nonostante l’esperienza riusciamo a prendere la prima inchiappettata in terra austriaca che ci ricordiamo, il posto dove ci fermiamo a mangiare è bello ma si mangia da cani ed è anche molto caro, proprio all’inizio della valle con un bel posteggio davanti e a fianco di un distributore, state attenti.
Attraversiamo Oetz, Golden e incominciamo a salire. Il paesaggio si sta facendo splendido e la neve fa capolino, paghiamo il pedaggio e ci fermiamo in uno slargo a fare a pallettate di neve, facciamo le gallerie e arriviamo in Italia, subito dopo c’è uno spiazzo con un camioncino che vende panini, una piccola sosta anche se siamo un po’ stanchi è d’obbligo, stiamo attenti perchè il tempo sta cambiando, partiamo per ridiscendere a valle e a metà strada troviamo un albergo-rifugio, ci fermiamo e inizia subito a piovere, ci sistemiamo in camera, una bella doccia calda e poi in attesa di cena ci mettiamo in veranda a vedere lo splendido panorama, la cena è stata una cosa pantagruelica per 20 euro, comincia a fare freddo e le cime dei monti sono coperte dalle nuvole, sembra anche che in alto nevichi, buona e meritata notte.

 

Tredicesimo giorno
Colazione, bagagli e via, quasi: la mia gomma posteriore ha deciso che non regge più il tappabuchi ed è bella sgonfia, per fortuna con una bomboletta si rigonfia un po’ e ci permette di arrivare a Merano dove troviamo un gommista e cambio il treno di gomme, gomme nuove e via, arriviamo a casa, per pranzo un panino all’autogrill, fa anche un caldo bestia e poi vogliamo anche arrivare, quindi una bella tirata e via.

 

Riepilogo
Abbiamo attraversato: Austria, Slovacchia, Cekia, Polonia, ri-Cekia, ri-Austria per un totale di km 4457
Problemi a parte la mia foratura = 0
Non credevo che la Polonia avesse dei posti così belli
Ottima vacanza

 

Prenotazione hotelHotel, bed and breakfast, apartment-venere.com
Destinazione:
Arrivo:
Partenza:
Persone: Camere:
Autore

Gianfranco Gaetti "www.roadsnails.it"

Data

Estate 2006

Itinerari collegati

Nessuno

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