DIARIO DEI GASTRONAUTI DELLA MOTO

 

 

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(Percorsi enogastronomici delle Alpi, dell’Appennino, della Pianura e del Delta)

 

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Queste note sono il frutto della passione motociclistico- turistico- enologico- gastronomica di un gruppetto di gaudenti amici ferraresi appassionati di moto, che nelle giornate libere dal lavoro e dai lacci e laccioli delle rispettive famiglie ed incombenze, scorazzano per le Alpi, per l’Appennino, la Pianura Padana ed il Delta del Po (ma a volte anche Austria, Svizzera, Germania, Abruzzo, Italia centrale, etc.), alla ricerca di svago, serenità e divertimento.

 

Gli itinerari sono i più vaghi, e dipendono dal tempo a disposizione (da uno a tre o più giorni), dal tempo meteorologico (se piove a Nord, noi andiamo a Sud, etc.), dalle litigate (…”là ci siamo già stati” … “io in quel posto non vengo più” … “voi fate quello che vi pare, ma io vado là”…), e spesso dipendono da come si mangia o si beve nell’immancabile osteria in cui si fanno frequenti tappe.

 

Occorre infatti dire che normalmente all’andata i motogastronauti sono tutti pimpanti, attenti, veloci, “piegaioli” (ma c’è anche chi è sempre lento e prudente), mentre al ritorno si è normalmente più lenti e prudenti: il motivo è dato dall’usuale pantagruelica crapulata che li attende …nel mezzo del cammin di nostra vita…., sotto forma di libagioni ed abbondanti degustazioni delle specialità locali.

 

In questo racconto sono stati quindi messi alcuni ricordi che sono sia di bellissimi viaggi che di gustosi pranzi ed abbondanti libagioni, con l’accortezza che i posti dove si è stati “fregati” (a volte purtroppo capita) vengono ignorati, mentre i posti dove ci si è trovati bene, sia per qualità dei cibi e delle bevande (solo vino, ovviamente… al massimo birra, ma unicamente se fa molto caldo) vengono qui riportati perché anche altri possano ripetere positive esperienze.

 

La combriccola è di numero variabile a seconda dell’ottenimento del permesso dalle rispettive mogli (c’è chi riesce ad ottenere un “pernotto”, chi un “quarantott’ore”, etc.) ed è costituita (in ordine alfabetico, altrimenti qualcuno si offende) da:

 

-         Baraldi Alessandro (BMW R1150)

-         Fontana Fabrizio (Aprilia Capo Nord)

-    Guerra Sandro (BMW GS 1200)

-    Lucci Roberto (Ducati S4R)

-    Mantovani Stefano (Suzuki GSX 750)

-    Marchetti Andrea (BMW R 1100)

-    Mariga Enzo (BMW K 1200)

-    Moratelli Stefano (Yamaha R 1)

-         Orsini Dario (BMW GS 1100)

-         Riberto Roberto (Yamaha Fazer 1000)

-         Rossi Fabrizio (Yamaha TDM 850)

-    Springhetti Claudio (Moto Guzzi California 1100)

-    Springhetti Marco (Honda Pan-European ST1100)

 

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1)      Sull’Appennino modenese, giunti a Zocca si prende la strada che va verso Nord e si passa Zocchetta per proseguire verso Monteombraro. Passato il paese a sinistra c’è uno stradello asfaltato che si addentra nella montagna, e che dopo circa 1 km porta alla Azienda Agrituristica “TIZZANO” (via Lamizzo n° 1197, tel 059/989581). Si consiglia la prenotazione in quanto si tratta di una vera azienda agrituristica (non del solito ristorante di lusso mascherato da agriturismo per non pagare tasse) in cui vive una famiglia che ti ospita in una vera fattoria di montagna, con laghetto, oche, galline, cani e gatti, mucche, caprette, etc. Si mangiano tigelle con il lardo aromatizzato (al colesterolo ci penseremo poi), risotti con i funghi o con le erbe di bosco, tagliatelle fatte in casa, arrosti o costolette, e delle patate al forno che sono assolutamente uniche ed inimitabili. Il tutto a prezzi ottimi e con un trattamento “fra amici” che ormai non si trova più. Chi ama le cose raffinate, vada altrove, mentre per chi ama le cose genuine e semplici è da non perdere assolutamente.

 

 

2)      Nel Montello, a Nord di Treviso ed a Sud di una ampia ansa del Piave, provenendo da Crocetta del Montello ed andando verso Est con il Piave a sinistra, ad un certo punto si incontra la “OSTERIA dei PIOPPI” (via ……….. tel 0422/773303) in mezzo ad un bosco di pioppi, con un grande spiazzo alberato dove parcheggiare macchine (o una moto che affonda nel terreno il cavalletto laterale e cade sulla macchina del proprietario, l’unica presente in tutto il parcheggio!). Bruno Ferrin e Tintinaglia Domenico vi delizieranno con salumi fatti da loro, con sottaceti e funghi preparati in casa, e con una quantità e qualità di vini che difficilmente si possono trovare! Dopo, è opportuno attendere un inizio di digestione, perché se la “Ghestapo” (Carabinieri o Polizia locali) vi fa la prova del palloncino … è facile rimetterci molti punti sulla patente! Il posto è anche attrezzato per pic-nic familiari, con piazzole, barbecue, giochi per bimbi, etc.

 

 

3)      Nell’Appennino reggiano, a Castenuovo nè Monti, prendendo la strada che quasi dal centro del paese porta a Sud  attraversando il Secchia in direzione Sologno e poi Villa Minozzo, proprio sotto la Pietra di Bismantova, si incontra la Azienda Agrituristica “IL GINEPRO” (via Chiesa n° 7, tel 0522-611088, oppure 348-4029253), dove è possibile fare tutto ciò che un vero agriturismo consente, in una ambientazione stupenda, fra prati, boschi e con la visuale incredibile di quello scherzo della natura che è la Pietra di Bismantova (una montagna tronca!), ivi compreso mangiare splendidi primi serviti in quantità pantagrueliche, conditi con ottimo vino ed a prezzi più che ragionevoli in un posto bello e caratteristico.

 

 

 

 

4)      Sull’Appennino Tosco-Emiliano, provenendo da Forlì e passato il mitico passo del Muraglione, oppure provenendo da Barberino del Mugello e dopo aver superato Borgo San Lorenzo e Dicomano, si incontra il paese di San Godenzo (già il nome è beneaugurate), da cui si prende una deviazione sulla sinistra (per chi procede in direzione Forlì, ed ovviamente sulla destra per chi scende dal Muraglione) costituita da uno stradello mal asfaltato, che attraversa una foresta fitta e porta alla frazioncina di Castagneto (nemmeno segnata sulle carte 1:225000) dove però c’è “LA BOTTEGA DEI GAUDENTI” (tel 055-8374031). Gestita da una coppia simpatica e disponibile, si gustano piatti veramente ottimi e raffinati, frutto di un mix di cucine meridional-toscan-lombarde (frutto dell’origine della coppia di osti), ove troneggia una porzione di antipasti (arringa davvero straordinaria, melanzane, crostini, etc.) ma anche tanti altri sapori inconsueti, raffinati ed eccellenti. Da notare anche che quando arriva il conto non ci si sente rapinati, e che l’ambiente è simpatico, conviviale e sincero.

 

  

5)      Sull’Appennino Tosco-Emiliano, nel Parco regionale del Corno alle Scale, provenendo da Lizzano in Belvedere ed andando in direzione Sud, passato il borgo di Casale e la deviazione per Monteacuto, la strada muore poco dopo il borgo di Pianaccio. Qui, a lato della strada e vicino ad una bella cascata formata dal torrente Silla, c’è la “ANTICA LOCANDA ALPINA” (tel 0534-51300), dove al buon vino locale (rigorosamente rosso) vengono associati enormi vassoi pieni di favolosi e croccanti pinzini fritti (conosciuti anche come “gnocco” fritto, o con altri nomi a seconda delle località) che accompagnano salumi, sottaceti e formaggi locali veramente buoni, gustosi e genuini. Il tutto in un posto gradevole, immerso in una natura lussureggiante e con la visuale di belle montagne e foreste fitte e verdi, che assieme a questo piccolissimo borgo, ordinato, pulito e fiorito, in riva al torrente, danno un pò l’impressione di essere “fuori dal mondo”. Ma è un’impressione piacevole.

 

 

6)      Nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini, provenendo da Norcia con direzione Arquata del Tronto (AP), passato quest’ultimo paese e prima di Borgo, a sinistra vi è una piccola deviazione che porta alla località Camartina. Qui vi è un albergo ristorante (“ALBERGO RISTORANTE CAMARTINA”, tel 0736-809261 fax 0736-809631), dove non solo si può alloggiare decorosamente, ma dove si mangia davvero bene ed a prezzi incredibilmente modici. Da non perdere sono le tagliatelle al sugo di trota, in quanto le trote vengono allevate nello stesso albergo il cui parco è attraversato da un torrente che, con opportuni sbarramenti di rete metallica, fornisce una “materia prima” che più fresca di così non si può. Eccellente è ovviamente tutto ciò che è a base di trote (risotti, etc.) ma splendide sono anche la carne di agnello alla griglia e le altre specialità del luogo a base di funghi e tartufi. Occorre dire pure che tutta la zona è bellissima, ricca di torrenti, cascate, boschi impervi, e paesaggi unici.

 

7)      Ai confini fra la Garfagnana e l’Emilia, c’è il Passo delle Radici, che è situato in una boscosa ed impervia zona compresa fra il Parco Naturale dell’Orecchiella ed il Parco Regionale dell’Alto Appennino Modenese, ma in territorio toscano. Provenendo da Castelnuovo di Garfagnana lo si può raggiungere con due strade, di cui una -sulla sinistra- principale e ricca di curve e tornanti (ovviamente prediletta dai motociclisti) ed una –tenendo la destra- secondaria più diretta. Prendendo la principale, ed ai piedi del Monte Alto, si arriva in una località chiamata Casone di Profecchia, pochi km prima del Passo delle Radici. In questo posto sperduto fra i monti è del tutto opportuno arrivarci ad ora di pranzo, in quanto in quella che era la vecchia stazione di posta ora vi è l’Albergo Ristorante Bar “Il CASONE” (tel. 0583-649028, fax 0583-649048, www.hotelilcasone.com), dove la cucina ed il servizio sono veramente raffinati. In una ambientazione caratteristica, originale e splendida, con il grande camino sempre acceso, le pareti rivestite di legno, i travi antichi, etc., si possono gustare tutte le specialità tipiche della cucina garfagnina e di quella emiliana, quindi primi di pasta fatta in casa, cacciagione, funghi, e chi più ne ha più ne metta. Una piacevole sorpresa è stato anche il fatto che in un posto veramente caratteristico, e dopo aver ben mangiato e ben bevuto, e con un servizio di qualità, … il conto fosse del tutto ragionevole. Così ci si torna volentieri e l’esperienza può venir consigliata agli amici.

 

 

8)      In piena Garfagnana, e per l’esattezza a Castiglione di Garfagnana, lungo la statale che da Castelnuovo porta verso l’Emilia attraverso il Passo delle Radici, proprio lungo la strada e sotto le torri del castello rinascimentale, vi è il Bar-Alimentari-Tabacchi “MARCALLI & PIAGENTINI” (Via Marconi, 25, Castelnuovo di Garfagnana, tel 0583-68508). Sui tavolini all’aperto, e proprio sulla strada, è possibile farsi portare pane, salumi, sottaceti e formaggi, che, conditi con l’ottimo vino locale, consentiranno certamente al viandante motogastronauta di giungere all’osteria successiva senza morir di inedia per strada e con una robusta dose di alcool in corpo. I proprietari sono gentilissimi (poi ti portano il dolce ed il liquorino anche se non lo avete chiesto, e se non vi piace non lo pagate), la roba è ottima, ed il conto è addirittura ridicolo! Da fermarsi assolutamente anche se avete già mangiato.

 

 

 

 

9)   Nell’Alto Adige, in Val Pusteria, provenendo da Brunico ed andando in direzione Dobbiaco, appena passato il borgo di Perca, sulla sinistra si inerpica un tratto di strada a fondo chiuso, ripida e tortuosa, per la quale si giunge a quella che sembra una grande stalla con davanti caprette, cani e gatti, e dietro una grande casa con terrazza e corte: si tratta dell’azienda agrituristica “NIEDRISTHOF” (tel 0474-401163).  E’ questo un posto tipico del Sud Tirolo, dove è possibile ammirare montagne fra le più belle, paesaggi immacolati, stradine tortuose e ben tenute, e dove, soprattutto, si possono gustare i piatti tipici della cucina locale, fatti di carni affumicate, wurstel, crauti, canederli (deliziosi quelli con sugo di funghi), polenta bianca, etc. E non parliamo poi dei vini, in quanto ben noti e di grande qualità; chiedendo il vino sfuso di produzione locale, si risparmia certamente e si degusta comunque un prodotto eccellente. Anche i prezzi sono contenuti e “familiari” , così come familiare è tutta la gestione del posto. Nessun problema per la lingua, in quanto l’italiano lo parlano perfettamente.

 

 

 

10) Nel Bellunese, ad Est del Lago di Santa Croce, vi è il Bosco del Consiglio: è una zona semidisabitata di montagne e valli verdissime, con boschi e prati a perdita d’occhio. E’ facilmente raggiungibile con la A 27, uscita di Vittorio Veneto, e nella strada che lo attraversa vi è il Passo della Crosetta. Qui, sulla sinistra andando verso Nord, vi è l’ALBERGO STELLA ALPINA (tel 0438-585587), una struttura ampia e capiente ottenuta dalla evidente ristrutturazione di un vecchio casolare o malga, con un grande piazzale antistante. Dentro il posto è bello ed abbastanza raffinato, e vi si possono gustare i piatti tipici della cucina della montagna veneta, quali gli strangolapreti, il capriolo, i funghi, la polenta, le “luganeghe” (salsicce) in tutte le salse, etc. Il vino è quello che i veneti succhiano fin dal biberon: costa poco ed è sempre buono, mentre per la grappa, … chiedere notizie agli Alpini!

 

 

 

 

11) Il Casentino è un vasto territorio ad Est di Firenze ed ai piedi dell’Alpe di San Benedetto, che  congiunge la Romagna alla Toscana. Provenendo da Pontassieve in direzione Poppi, si attraversa il Passo della Consuma con un piccolo borgo che pure si chiama Consuma. Appena entrati in paese, sulla sinistra si vede una specie di terrazzo con piante ed ombrelloni, facente parte del Bar, Gelateria, Pasticceria, Alimentari, “CONSUMI” (tel 055-8306057); se cercate un posto incredibile, dove vendono i giornali ed i tabacchi, la frutta e la verdura, dove ci sia un bar ed il forno, dove si possa trovare qualunque cosa, tutto ed il contrario di tutto, quello  è proprio il posto giusto: un autentico fossile di quelli che ormai non si trovano più. Il bello della questione è che dentro vi è un assortimento di pizze, di focacce, di schiacciatine, di dolci, di leccornie, e di ogni ben di Dio, che sembrano fatti apposta per ristorare il povero viandante in moto; si prende tutto quello che si vuole e lo si porta ai tavoli, ci si fa dare un fiasco di vino, e poi i dolci, e poi il caffè, etc., e si scoprirà che è tutto buono, fuori del convenzionale, ed a buon mercato.

 

12) Nelle Marche, in vicinanza di Treia, sulla strada senza fondo che porta verso San Lorenzo ed alle pendici del Monte Acuto, vi è un agriturismo detto “IL VILLINO” (tel 0733-215414 fax 0733-215079). Si tratta di una autentica villa signorile di campagna, immersa in una natura ondulata e varia, che i proprietari stanno man mano ristrutturando con molto gusto, dove si può alloggiare, andare a cavallo o fare escursioni nella magnifica terra collinare delle Marche, nonché gustare i vini locali, sia bianchi che rossi, che sono eccellenti, l’agnello al forno od alla brace, le verdure fritte e la tipiche specialità della cucina marchigiana. Le stanze sono molto caratteristiche, belle e pulite, e la compagnia dei proprietari, e di tutti i loro animali, è gradevole.

 

 

13) In provincia di Pistoia, vicino a Cutigliano, provenendo dall’Abetone si passa per il borgo di Pianosinatico, dove c’è una deviazione a sinistra per giungere nella località di Rivoreta. E’ un posticino delizioso, con chiesetta, piccolo museo della civiltà contadina, e, nella piazzetta, un vero “fossile vivente”: un negozio di alimentari, bar, tabacchi (ha la licenza n° 5 della provincia di Pistoia, quindi risale ad oltre un secolo addietro), e trattoria! Si chiama “L’Appalto” o “Da Emelia” che ne è la proprietaria: una arzilla vecchietta di 80 anni, che con i suoi familiari gestisce un posto dove si mangiano antipasti, funghi, fiori di zucca fritti, tagliatelle al ragù, tortelloni, etc. e dove si può passare un’oretta per smaltire le fatiche del giro in moto mangiando e bevendo. Anche il “conto” sarà del tutto onesto, ed è un posto dove vale la pena tornare assolutamente. Parola di Gastronauti.

 

 

14) Marradi è in provincia di Firenze, ad una mezz’ora di moto da Brisighella (per gli Emiliano-Romagnoli), ed è un delizioso centro dell’Appennino che, fra i tanti pregi, ha anche quello di avere la Piazza delle Scalelle. In fondo a questa piazza, proprio accanto alla scalinata che le da il nome, c’è la trattoria  “Le Scalelle”: fate conto che potrebbero tranquillamente girarci dentro un film del filone boccaccesco che andava anni addietro, con un camino grande e sempre acceso, soffitti con travi di legno, etc., e dove, soprattutto, si mangia bene a prezzi onesti. Consigliato il tris di primi (attenti! Non sono tre assaggi di primi diversi, ma tre primi interi: un chilo di roba!), le costolette di agnello alla brace, funghi –se di stagione- etc. Vale sempre la pena fermarcisi, soprattutto si passa da quelle parti verso mezzogiorno….

 

 

15) L’Appennino è tutto bello, ma quello Piacentino è bellissimo. Se ci fate un giro non mancate di visitare Bobbio, veramente un gioello, e di ammirare il lunghissimo ed incantevole Ponte del Diavolo (o dei Sette Archi) sul Tebbia, il Convento di San Colombano (protettore dei motociclisti), la Cattedrale con stupendo protiro, le piazzette, etc. Nei dintorni da non perdere assolutamente Varzi (con il Castello), le gole del Trebbia (andando verso Sud, fra Bobbio e Ottone), il Passo di Penice, etc. Se poi vi fermate a dormire, quasi in pieno centro a Bobbio c’è l’HOTEL GIARDINO (tel e fax 0523 936247) dove si dorme in stanzette decorose, con ricovero per le moto, ma soprattutto ….si mangia in modo strepitoso e davvero pantagruelico: sette antipasti, quattro primi, tre secondi, dei contorni abbiamo perduto il conto, più dolci, vino, sorbetti, liquori, caffè, e non ricordo cosa altro! E tutto eccellente. Se a tale cena si aggiunge il pernottamento e la colazione del mattino, penso che si possa dire che €60,00 a testa sia una cifra più che onesta. Provare per credere.

 

 

Autore:  

Stefano Mantovani

Data:  

Ottobre 2004 - Settembre 2006