Montefeltro e Val Marecchia

Una passeggiata alla sorgente del Tevere sul monte Fumaiolo, una ristoratrice gita tra i monti del Montefeltro, un paio di pieghi di quelli seri, un contributo sociale  al risanamento della spesa pubblica della comunità locale. Che chiedere di più ad una giornata?

 

 

ROADBOOK

 

In sintesi

Tour breve e molto facile su strade montane e collinari ben asfaltate. Servizi discreti e ben distribuiti. Di interesse naturalistico, storico ed artistico.

Altitudini

Valico del Monte Fumaiolo (1400m)

Lunghezza

110 Km

Tempo

2.5 ore

Il Montefeltro è la zona di Appennino dove Emilia Romagna, Toscana e Marche condividono i confini. Anche se siete abituati a viaggiare nell'Appennino tosco-emiliano, preparatevi a respirare un'aria diversa, forse a causa della vicinanza del mare.

Iniziamo la gita uscendo dalla E45 a Quarto. Fate attenzione all'uscita, che è pericolosamente collocata alla fine di una galleria non illuminata. Forse un giorno capirò perché i nostro governi si ostinano a voler convogliare il traffico che si muove tra il nord e il sud della nostra penisola sulla direttrice Firenze-Bologna invece di creare delle nuove alternative (vedi la costruzione della demenziale variante di valico). A me sembra che con gli stessi soldi ed in un tempo nettamente inferiore si sarebbe potuto convogliare il traffico tra il nordest ed il Lazio sulla E45 facendone un'arteria più agevole e veloce. Ma forse sbaglio. Se non avete famigliarità con la E45, sappiate che è una specie di superstrada che collega Ravenna a Orte, passando da Cesena, Perugia e Terni. L'uscita di Quarto è ancora nel tratto romagnolo dell'arteria.

Lasciata la E 45, giriamo a sinistra verso sud sulla bella provinciale che segue il corso della superstrada. Dopo circa 5Km, un bivio a sinistra ci consente di arrampicarci sul fianco della montagna in direzione del monte Fumaiolo. La strada, relativamente stretta, sale rapidamente senza difficoltà ed attraversa gli abitati di Selvapiana e Castelletto di Selvapiana, dopo il quale si impenna e si addentra nella boscaglia fino ad arrivare al bivio con quella che sale da San Piero in Bagno all'altezza di Acquapartita.

In alternativa, dopo essere usciti dalla E45 a Quarto e percorsi circa 700 metri si può svoltare a SX prima di un ponticino sulla provinciale. Si attraverserà il fiume Savio e poi si salirà fino a Selvapiana.

Giriamo a sinistra in direzione di Alfero, continuando a salire verso il Fumaiolo. Senza accorgersene, si scollina al passo dell'Incisa e poi si scende leggermente fino ad Alfero, dopo il quale si ricomincia a salire. Riofreddo è l'ultimo centro abitato prima del valico; prati in fiore e boscaglie ci circondano durante la salita mentre le alture circostanti impediscono alla vista di raggiungere il mare. Qualche soddisfazione nella guida viene offerta da alcuni peraltro poco impegnativi tornanti.Fumaiolo - Sorgente del Tevere

Una certa delusione pervade l'aria quando si arriva al valico del Fumaiolo. Ci si sarebbe aspettato di trovare un cocuzzolo con una splendida vista della zona; ci si ritrova invece su un passo circondati da boscaglia che offre solo un piacevole riparo dal sole. E' d'obbligo la gita alla sorgente del Tevere. Il piccolo sforzo per i sedentari come me, diciamo 10 minuti per scendere e 20 per salire un sentiero ben tenuto tra faggi secolari, viene ampiamente ricompensato dal refrigerio offerto dall'acqua che sgorga dalla sorgente.

Se qualcuno vuole andare sul cocuzzolo del Fumaiolo, 400 metri prima di arrivare al piazzale dove inizia la discesa e dove parte il sentiero per le sorgenti del Tevere c'è una strada in ghiaia che porta sino al rifugio Biancaneve in cima al Fumaiolo. E' in ghiaia/sterrato ed ha un tratto di 200 metri ripidissimo (20%), non indicato a tutte le moto/motociclisti (io ci ho visto salire uno con una Blackbird ma non so come ha fatto a scendere!!!!!). Può essere una piacevole divagazione, dato che ci sono dei bellissimi prati ed i giorni festivi il rifugio è aperto.

Continuiamo il viaggio in direzione di Balze, che raggiungiamo velocemente lungo la strada che scende dal fumaiolo attraversando un fitto faggeto; in paese giriamo a destra e dopo circa 300 metri si gira a sinistra in direzione di Viamaggio. Improvvisamente, lasciando Balze, ci troviamo immersi in una specie di altipiano, coperto da prati e macchie di vegetazione più alta. Qua e là, zone punteggiate di bianco indicano la presenza di mandrie di mucche bianche, mentre affiorano rade formazioni rocciose di grigia arenaria; non fosse per il filo spinato che ci trattiene sul nastro d'asfalto, libererei la voglia di tornare bambino in una corsa tra i fiori di questo magnifico angolo di Montefeltro. 

La strada si snoda in lievi saliscendi un questo paesaggio particolare, asfaltata ma non perfettamente tenuta, fino a scendere decisamente imboccando la vale dell'alto Marecchia ed attraversa l'abitato di Pratieghi. Dopo pochi chilometri si raggiunge l'incrocio con la statale Marecchia che imbocchiamo girando a destra verso il passo Viamaggio. Si tratta di uno dei classici ritrovi motociclistici della zona. Una sosta per dare un'occhiata alle moto è d'obbligo; è anche utile valutare il nervosismo di chi arriva, sintomo della presenza degli "esattori di pedaggio". Il passo di per sé non  offre alcuna attrattiva naturale; si propone all'attenzione solo per l'osservazione della fauna motociclistica.

Ritorniamo sui nostri passi per qualche chilometro, e continuiamo la discesa lungo la pista (attenzione, però, che è una pista a doppio senso di marcia!) godendoci qualche piego dove la nostra sanità di mente ce lo consente. Vabbè, lasciamo perdere... Cerchiamo almeno di arrivare sani nel corpo! E' cosa buona e giusta, vi ricordo, versare il contributo al sostentamento delle forze dell'ordine locali quando vi arriva a casa la tariffa per il transito. Attraversiamo Badia Tedalda e passiamo vicino a Pennabilli, sempre scendendo il corso del Marecchia, prima di raggiungere il bivio per Maiolo che si trova alla nostra destra.

Maiolo - Facciata di Santa Maria d'Antico Maiolo è oggi un piccolo villaggio che custodisce alcune gemme storiche; la più bella è forse la chiesa di Santa Maria d'Antico, che di splendidamente antico ha proprio il sapore e che, oltre il pregevole ingresso, conserva una bellissima (anche un ignorantone come me ne ha apprezzato la bellezza) statua della Misericordia opera della bottega fiorentina dei Della Robbia. Merita davvero una sosta. Interessante anche la festa del pane, che ha luogo l'ultimo weekend di giugno.

Usciamo da Maiolo in direzione Rimini, e, dopo aver attraversato Novafeltria, raggiungiamo il bivio per Verucchio. Verucchio - Panorama dalla rocca verso l'AdriaticoL'antico borgo ci accoglie con una pittoresca piazza inclinata e pavimentata in pietra. Sulla sommità del cocuzzolo su cui sorge il paese, la rocca offre il panorama della pianura e della costa sottostante dalle alture di Gabicce ad est fino a dove si perde l'occhio a nord. Diritto davanti a noi Rimini e Cesenatico la fanno da padrone e, nelle giornate più limpide, si dice che lo sguardo si possa spingere fino alla costa jugoslava.

La gita è finita; resta il rientro. Personalmente penso che la zona pianeggiante che ci separa dall'autostrada sia (lasciatemi usare un eufemismo) uno schifo: per il traffico, per come guidano gli automobilisti, per il caldo, e per la segnaletica. Sono assolutamente convinto che il fiorire dell'industria alberghiera dei dintorni sia dovuto solo in minima parte alle spiagge e contorno, ma in gran parte ai turisti che si perdono nel labirinto di stradine e dopo aver girovagato ore alla ricerca di una via d'uscita  si arrendono stremati alle delizie di una notte in albergo. Infatti, tra le segnalazioni di pollai, letamai, cloache, insulsi borghi, inesistenti ristoranti, poggi insignificanti, ville diroccate e fattorie di questi e di quell'altri, morire se ti viene data una dritta di dove diavolo si va per Rimini o Ravenna.

Il mio consiglio, quindi, è di lasciare Verucchio tornando sui propri passi, e girare a destra sulla statale del Marecchia (conosciuta come Marecchiese) puntando direttamente su Santarcangelo di Romagna che si raggiunge dopo San Michele. A questo punto, con un po' di fortuna, si riescono a percorrere i pochi chilometri che ci separano dall'ingresso autostradale di Rimini Nord, la porta della via di casa.

Avendo tempo, potreste considerare una deviazione verso S. Marino: arrivati al bivio sulla Marecchiese si potrà girare a destra (a sinistra si và a Santarcangelo) verso l'abitato di Verucchio. In cima al colle, a circa 2 km si dovrà voltare ancora a destra su un breve ma ripidissimo tratto (asfaltato) che aggirerà l'abitato di Verucchio e, proseguendo seguendo la segnaletica, porterà a San Marino. Ci si troverà in un punto dove San Marino è indicato sia a sinistra che a destra !!!! (se non l'hanno finalmente corretto): a sinistra una leggera salita che poi sarà una bella discesa verso San  Marino-Dogana (o anche Serravalle) a condizione però di girare ancora a destra in cima al MERAVIGLIOSO panorama che si può godere di tutta la riviera; invece a destra si percorrerà una stradina in salita e piena di curve verso la rocca di San Marino.

 

Autori: GMG - sorbano@gmail.com, Marco Springhetti - www.selectrom.com Data: Maggio 2002, giugno 2005

Itinerari collegati

A OVEST: Sansepolcro (AR) - Forlì (FC) (Collegamento dal passo di Viamaggio verso Sansepolcro)

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