Andar per castelli fra Parma e Piacenza

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Per una giornata la nostra moto diventa una macchina del tempo da condurre in un viaggio all'era dei Guelfi e Ghibellini con una visita ad alcuni dei castelli e borghi più significativi di questi ultimi.

ROADBOOK

 

In sintesi

Percorso molto breve di interesse storico ed artistico, leggermente montagnoso e relativamente curvoso.

Altitudini

Passo del Pelizzone, 1029 m

Lunghezza

100 Km circa

Tempo

2 ore

Partiamo dall'uscita Fornovo di Taro della A15. Al casello c'è una comoda area di parcheggio con vicini bar e distributori di benzina. Cominciamo bene; se tutte le uscite delle autostrade fossero così ben organizzate, si potrebbe fare a meno di quegli orrendamente plasticosi autogrill dove l'offerta è sempre uguale: benzina cara servita da personale freddo e distaccato, vitto industriale che non lascia minimamente trapelare in che zona d'Italia sei finito, servizi igienici che ci ricordano costantemente la mancanza di pulizia ed educazione degli avventori e quella di orgoglio nel proprio lavoro dei gestori.

Giriamo a sinistra e poi di nuovo subito a sinistra in cima alla salita seguendo le indicazioni per Varsi e Bardi. La strada è qui larga e pianeggiante, e segue le tranquille anse del torrente Ceno, lungo la comoda e larga Valceno. Una curiosità: il Ceno nasce dalla stessa sorgente del Taro, poi scende lungo la Valceno e affluisce nel Taro all'altezza di Fornovo.

Attraversiamo Varano de' Melegari, non senza notare sulla nostra sinistra il castello. Sembrerebbe l'unica attrazione del paese (sorvolando sul vicino autodromo reso famoso dalle prove di Quattroruote), ma appare ben tenuto all'occhiata del passante. Forse vale una visita, se il tempo ve lo concede. Ci teniamo a sinistra, seguendo le indicazioni per Bardi.

La statale si fa un po' più tortuosa, ed inizia a salire leggermente dopo che, passato Vianino, ci porta sul fianco destro del Ceno nel territorio di Varsi. Ad un certo punto, sbuchiamo dalla boscaglia su un curvone sinistrorso, e sulla nostra destra si apre una specie di enorme terrazza sulla quale a forse un paio di centinai di metri dalla strada sorge il castello di Golaso (privato,visitabile su prenotazione), che più che un vero e proprio castello è un'antica fattoria fortificata. Basso e largo, non è nel nostro programma di visita, ma ce lo annotiamo mentalmente.

Risaliamo ancora il torrente Ceno fino a Bardi. Entriamo in paese al termine di una salita, attraversiamo la strada per entrare nella piazza principale sulla nostra sinistra e prendiamo la via che scende in direzione della fortezza. Sotto la fortezza c'è un piccolo parcheggio dove alcune moto trovano posto agevolmente. Le stradine di accesso sono molto ripide e strette, ed il parcheggio stesso è sterrato o acciottolato e molto ripido. Dalla piazza principale, si possono percorrere a piedi i 200 metri che permettono di raggiungere la fortezza che è stata costruita sopra uno spuntone di diaspro rosso a varie riprese fra il IX ed il XIV secolo.

Clicca per la presentazione fotograficaE' grande, la fortezza di Bardi.  E' grande come solo un formidabile baluardo costruito per controllare ogni movimento nella vallata sa essere. E' grande quando si percorrono le viuzze che vi conducono. E' grande l'immagine di possenza che proietta sul visitatore che la ammira dal basso prima di affrontare l'austero ingresso. E' grande quando ci si passeggia in mezzo, dentro e fuori da torri e bastioni, fino a fare il giro della parte più alta. E' grande la vista della vallata sottostante e delle alture circostanti. Merita il tempo che gli vorrete dedicare, e merita anche i pochi euro che vi vengono chiesti per entrare, anche per il museo della Civiltà Valligiana che ospita.

Ritorniamo sui nostri passi, ma, all'uscita del paese, in vece di scendere per la strada percorsa prima, saliamo a sinistra verso Castell'Arquato-Piacenza, lungo la SS359. Sale piacevolmente curvosa, e, se non fosse per la sporcizia depositata dalle piogge invernali e dal disgelo sull'asfalto, ci si potrebbe divertire concedendosi qualche piega. Il passo del Pelizzone non è per nulla evidente, e non offre ragione di sosta.

Inizia la discesa, un po' ripida, ma sempre ben asfaltata, fino all'abitato di Bore. Dopo circa 1.5Km, la SS359 piega a destra; facendo attenzione a non tagliare la strada a chi viene da destra, tiriamo diritto infilando la SP4 di Bardi. Un po' più stretta, ma sempre ben asfaltata, la percorriamo fino all'incrocio a sinistra per il lago artificiale di Mignano.

Continua la discesa verso il lago, su un asfalto un po' troppo rovinato per potersi godere il panorama. Fortunatamente, dopo Bardi, non abbiamo trovato centri abitati importanti e continuiamo senza il disturbo dei continui rallentamenti e pericoli derivanti dagli attraversamenti. Il lago, circondato dagli alberi non ancora svegliati dai tepori primaverili, offre una cartolina che forse con un effetto seppia potrebbe risultare interessante, ma così, nella natura di questa stagione, riceve solo un'occhiata distratta.

Raggiunta la SP21, giriamo a destra e allunghiamo il passo su questo stradone pianeggiante e prevalentemente diritto. A Lugagnano, giriamo ancora a destra per raggiungere dopo qualche chilometro Castell'Arquato.

Clicca per la presentazione fotograficaIl magnifico borgo medievale è chiuso al traffico, ma corredato da comodi parcheggi dove le moto non trovano difficoltà a trovar posto. Noi abbiamo parcheggiato al N. 3, e dopo una salita di un centinaio di metri abbiamo trovato la porta d'ingresso della città. Il n. 4 è in cima al paese (i parcheggi 1, 2 e 3 sono ai piedi), collegato al 3 da una strada asfaltata. Può essere una buona scelta, poiché la parte interessante del paese è quella più alta, ma onestamente consiglio la salita a passo lento dal basso verso l'alto in modo da respirare l'atmosfera offerta dalle case e dai monumenti storici.

Non vi tedio con le magnificenze degli edifici visitabili; programmate almeno un paio d'ore per la visita, ne vale la pena. Su Castell'Arquato sono stati pubblicati libri di foto e trattati di architettura a iosa. Non mancate di visitare la splendida Collegiata di Santa Maria Assunta ed il suo chiostro. Tenete presente che da Piacenza e Fidenza la gente quando è caldo si riversa qui per trovare un po' di sollievo; ne conseguono prezzi alti per mangiare soprattutto di domenica e probabilmente calca umana. Da provare, se vi fermate a mangiare, i pisarei, gnocchetti di farina e pane conditi con un sugo a base di pomodoro e fagioli.

Il nostro tempo era finito (in febbraio le giornate sono corte e le serate fredde...), ma voi ne avanzate, vi consiglio un'escursione alla vicina Vigoleno nel parco dello Stirone.

Da Castell'Arquato basta seguire le indicazioni (scarse e mal poste, quindi fare attenzione) in direzione di Fiorenzuola, se volete prendere l'A1 verso nord-ovest, oppure in direzione di Fidenza per prendere l'A1 in verso sud-est. Entrambe distano una ventina di chilometri.


Prenotazione hotelHotel, bed and breakfast, apartment-venere.com
Destinazione:
Arrivo:
Partenza:
Persone: Camere:
Autore:  

Marco Springhetti - www.selectrom.com  

Data:  

Febbraio 2005

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