La Badia di Moscheta

Breve gita da Imola alla Badia di Moscheta e ritorno nel bolognese attraverso la Raticosa in un turbinio di emozioni motociclistiche, naturalistiche e gastronomiche.

ROADBOOK

 

In sintesi

Breve ma intenso. Adatto a qualsiasi tipo di moto.

Altitudini

Passo della Raticosa, 968m

Lunghezza

120 Km

Tempo

3 ore

 

Partiamo dall'uscita autostradale di Imola sulla A14. Puntiamo verso la città e seguiamo le indicazioni per la curva Tosa del famoso circuito.

Invece che infilarci subito sulla SS610 Selice Montanara Imolese, decidiamo di fare una strada secondaria proseguendo lungo le indicazioni per la Tosa. Usciti dall'abitato, troviamo un ponte a senso unico alternato regolato da un semaforo. La breve sosta non pesa perchè siamo nel parco delle Acque Minerali e gli alberi ci proteggono dalla calura.

Oltrepassato il ponte sul Santerno e proseguiamo sulla SP14 per Borgo Tossignano. La strada non è eccessivamente larga, ma è ben asfaltata. Leggere ondulazioni in senso verticale, abbinate alla morbida tortuosità del percorso, rendono piacevolissima la risalita della valle del Santerno attraverso la campagna in fiore.

A Borgo Tossignano giriamo a destra per raggiungere la statale Selice Montanara sulla quale giriamo a sinistra in direzione della Toscana.

Fino a Fontanelice risaliamo la sponda sinistra del Santerno; passato il paese ci spostiamo sulla sponda destra ammirando il paziente lavoro di erosione del fiume che ha modellato gli scoscesi fianchi della valle e a tratti scorre in vere e proprie gole. 

Continuano gli avvitamenti della strada fino a Castel del Rio, dopodiché la strada si spiana e diventa un capolavoro di curve strette lungo un percorso poco antropizzato e che in questa stagione offre un'ottima visibilità, grazie all'assenza delle foglie sugli alberi. Il buon grip e le buone condizioni generali dell'asfalto, inoltre, invitano anche i più prudenti a lasciar scorrere la moto e godersi il tragitto in sicurezza.

Chi volesse sgranchirsi le gambe, troverà soddisfazione nei 13 sentieri escursionistici organizzati dal comune di Firenzuola. Costituiscono un anello di 100Km e si trovano punti di attacco lungo la strada. Ottima occasione anche per visitare le case disperse nella foresta, chiesette antiche, cave di pietra ed entrare in contatto con la storia del posto. Se si approfitta di una sosta durante l'incessante incrociarsi della strada con il Santerno, aguzzando gli occhi si vedono qua e là in mezzo alla boscaglia nei fianchi della valle case, resti di torri e campanili, resti di una popolazione montana forse scomparsa. Costruiti con la grigia pietra locale, questi manufatti si mimetizzano perfettamente nell'ambiente e probabilmente scompaiono quando gli alberi si riempiranno di foglie.

Arrivati a Firenzuola giriamo a sinistra in direzione di Firenze, lasciandoci sulla destra l'ingresso al paese che merita una breve sosta. Un paio di chilometri e sulla sinistra una strada secondaria si stacca da questa statale. E' in fondo ad un rettilineo, quindi è facile oltrepassare il bivio. Le indicazioni per la Badia di Moscheta si scorgono dopo aver girato.

La strada scende leggermente e prosegue pianeggiante attraversando la valle. Sul lato opposto, risale il fianco del colle con un'incredibile sequenza di tornanti disegnati da qualcuno che sa cosa significa godersi la moto. Un asfalto nuovo ed il tracciato largo sono quanto di meglio si possa sognare; da percorrere in apnea e in appoggio sui fianchi delle gomme.

Badia di MoschetaScolliniamo e scendiamo in una pineta sulla strada che si restringe e con l'asfalto un po' rovinato; dopo un tornate destrorso, giriamo a sinistra verso la Badia che raggiungiamo attraversando un ponticello in pietra e una pineta. Ottimo il ristorante, e, tutto sommato, a buon mercato. E' meta di molti motociclisti, quindi meglio prenotare. Di scarso interesse architettonico la Badia, che ospita, però, un museo ed è incastonata nel verde.Badia di Moscheta - interno

La via del rientro ci porta a ricalcare il tragitto di andata fino a Firenzuola, dove giriamo a sinistra verso Bologna/Futa/Raticosa. Attraversiamo il piccolo centro abitato seguendo sempre queste indicazioni e finalmente infiliamo la mitica statale 503 del passo del Giogo prima, con le sue brusche curve ed il paesaggio collinare che si ammira viaggiano sulla cresta delle colline, e dopo qualche chilometro giriamo a destra sulla statale 65 della Futa in direzione di Bologna che accompagna la nostra salita al passo della Raticosa.

Il passo della Raticosa è uno dei più noti punti di ritrovo per la fauna motociclistica della zona. Rarissimo trovare meno di un centinaio di moto parcheggiate nell'ampio piazzale; una passeggiata di pochi minuti vi consentirà di vedere tutti i modelli di moto importati o prodotti in Italia negli ultimi anni - e spesso anche di qualche decennio addietro - e fare due chiacchiere con personaggi di ogni tipo.

Lasciamo la Raticosa evitando di scendere in direzione di Monghidoto/Bologna a causa della presenza di smanettoni incoscienti, e optiamo per il più tranquillo itinerario lungo la provinciale 58 della valle del Sillaro, a destra lasciando il passo. 

Il primo tratto in quota cincischia a passeggio tra i colli, un po' sulla cresta, un po' sul versante toscano, senza una direzione precisa, il che per noi significa un orgasmo di curve. Dopo un po' punta verso la val Padana e si butta a capofitto verso il fondovalle. E' necessario usare prudenza nell'attraversare i paesi - pochi -, perchè la strada vi si restringe, oppressa dalle case antiche.

A Giugnola la SP58 cambia nome in SP21, ma è passato Sassoleone che guidare su questa strada diventa una poesia in grado di commuovere il più duro dei biker. E non è per il tracciato mai stanco di sollecitare i fianchi delle gomme - condizioni dell'asfalto permettendo -, quanto per il fatto che, dopo alcuni tornanti, la strada ci deposita sul fondo della valle, in un continuo saliscendi tortuoso in mezzo ad arbusti e prati in fiore. Una sosta per annusare l'aria e bearsi nel rumoroso silenzio della natura magari rinfrescandosi i piedi nel Sillaro costituisce una tentazione a cui pochi sanno sottrarsi.

Avvicinandosi a Castel San Pietro Terme, aumentano i paesi e la strada si spiana e raddrizza; attraversiamo Castel San Pietro Terme  in direzione dell'autostrada che è a un paio di chilometri oltre la cittadina.

 

Prenotazione hotelHotel, bed and breakfast, apartment-venere.com
Destinazione:
Arrivo:
Partenza:
Persone: Camere:
Autore:  

Marco Springhetti - www.selectrom.com  in collaborazione con i Gastronauti

Data:  

3 marzo 2007

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