Gabicce (PU) - Tolentino (MC)

Quella stagione dell'anno in cui, stiracchiandosi pigramente ai primi caldi soli, le creature viventi mostrano il meglio di sé allo scopo di perpetrare la propria specie è il momento ideale per passeggiare sospesi tra mare e colline, tra fiori e piccoli centri storici.

ROADBOOK

In sintesi

Tour piuttosto lungo e relativamente facile su strade collinari mediamente male asfaltate. Soste di notevole interesse storico, paesagistico e naturalistico.

Lunghezza

190 Km

Altitudini

Collinare; dislivello contenuto entro 700m

Tempo

4h

L'uscita di Cattolica sull'autostrada A14 Adriatica è il punto di partenza di questa escursione. Non oso pensare all'intasamento causato dal traffico di "spiaggisti" e "discotecari" nelle giornate estive di afflusso alla zona balneare; in altri periodi, però, è un'uscita come le altre: brutta, male organizzata, con servizi lontani e sparpagliati sul territorio. Passato il casello, giriamo a destra verso Gabicce, poi seguiamo le indicazioni per Gabicce Monte, sorprendentemente grazioso centro sul promontorio del San Bartolo. Lungo la strada fate attenzione al simpatico trenino colorato che porta a spasso i turisti ad un'andatura appunto da... passeggio!

Salendo verso Gabicce Monte, si ha occasione di godere della vista dall'alto di Gabicce Mare. Si attraversa quindi il paese e si esce in direzione Pesaro lungo la strada panoramica del San Bartolo e subito ci si ritrova in mezzo alle ginestre che caratterizzano con il loro colore giallo il paesaggio. La panoramica ha uno sviluppo tortuoso, ora infilandosi nelle valli create dai corsi d'acqua ora riaffacciandosi sulla costa a strapiombo sul mare offrendo un paesaggio sempre diverso ed affascinante con pochissimi centri abitati e molto verde.

Giunti a Casteldimezzo, in corrispondenza di un incrocio che riporta sulla statale adriatica verso destra, uno stradello asfaltato sulla sinistra porta giù all'acqua. E mai come in questo caso il termine giù è appropriato, dal momento che lo stradello, sul quale farebbe fatica a fare dietrofront un monopattino, piomba ripidissimo dalla strada al mare, non senza un paio di tornanti che potrebbero mettere in crisi anche qualche enduro. Seriamente: se trovate sul vostro cammino una macchina, questa è obbligata a fare retromarcia per farvi passare (in moto la retromarcia è poco agevole, soprattutto in salita...); non seguite assolutamente una macchina né quando scendete né quando salite, altrimenti vi devono venire a prendere con l'elicottero, se trovate una moto che procede in senso inverso al vostro. La deviazione, ovviamente, vale il rischio. Chi ha il coraggio di scendere, oltre ad un posto ristoro in riva al mare trova un piccolo parcheggio e la possibilità di ammirare la costa dall'acqua.

Fiorenzuola di Focara - CentroUn'altra sosta merita il piccolo centro di Fiorenzuola di Focara, che attraverso la porta medievale consente l'accesso alla piccola piazzetta che conduce al punto più alto del paese da dove il mare sottostante si propone in tutto il suo splendore. Anche se è possibile salire in moto, consiglio la breve passeggiata (3/400 metri) per godere appieno dell'atmosfera antica suggerita dal centro.

Ancora ginestre nel loro ambiente naturale ci accompagnano procedendo verso Pesaro, incorniciando i campi coltivati che decorano artificialmente il paesaggio collinare. La panoramica continua a contornare la costa ad una certa altitudine con brevi deviazioni all'interno, finché si allarga improvvisamente, e con una serie di morbidi tornanti ci depone gentilmente alle porte di Pesaro.

Attraversiamo la città in direzione di Urbino. Al secondo semaforo che si incontra si gira a destra, poi, in fondo alla strada, a destra di nuovo. Interessante la demenzialità progettuale delle rotonde a tre corsie. Non contenti del disorientamento che ingenerano negli automobilisti quelle a due corsie, a Pesaro le hanno fatte a tre. Ovviamente, la fantasia nel comportamento dei guidatori, che peraltro adottano una guida relativamente ordinata e tranquilla, qui si scatena, dando origine alla fiera delle scemenze. Quando sarò in pensione, ci farò un film comico. Sono sicuro che allora la nostra classe politica, inabituata a guidare per strada come le persone normali, a cui importa andare a 150 in autostrada, costruire varianti di valico inutili e far accendere le luci in autostrada invece che sulle statali, non avrà ancora la benché minima idea dei danni che stanno causando, e quindi il problema sarà ancora irrisolto.

Lo stradone che risale la pianeggiante valle del Foglia in direzione Urbino si rivela scorrevole e poco trafficato; oltrepassato Montècchio, un incrocio controllato da un semaforo indica a sinistra la nostra direzione: Sant'Angelo in Lizzola. La strada si fa subito interessante, attorcigliandosi in una serie di tornanti in salita sul fianco delle alture fino a raggiungere il paese sonnecchiante all'interno delle sue mura fortificate apparentemente ricostruite ed incapaci di colpire la fantasia del passante.

Proseguiamo in direzione di Monteciccardo, sulla strada tortuosa che, a tratti, propone scorci panoramici verso est con vista mare, nonostante la lontananza. Passato Monteciccardo, la strada che ci conduce a Mombaroccio si fa stretta e piuttosto dissestata zigzagando tra i campi coltivati in un su e giù caratteristico delle zone collinari. Mombaroccio ci accoglie con l'imponente Porta Maggiore che consente l'accesso al centro attraverso le mura della cittadina; se avete tempo e voglia per una breve visita consiglio la passeggiata panoramica sulle mura. Continuiamo in direzione di Serrungarina per raggiungere l'Eremo del Beato Sante che troviamo regolarmente chiuso. No comment.

Riprendiamo in direzione di Serrungarina. Anche questo paese sorge sulla cima di un colle, ma ha una particolare struttura a cerchi concentrici che termina, nel punto più alto, con una piazzetta davanti alla chiesa con un enorme albero secolare dalla splendida chioma.  

Continuiamo verso Tavernelle. Qui giriamo a destra sulla via Flaminia e poi subito a sinistra per attraversare prima la ferrovia e poi il Metauro per risalire quindi il fianco opposto della vallata in direzione di Orciano, che merita una sosta. In particolare, da visitare, la chiesetta di Santa Maria Novella con il magnifico portale di Raffaello. A breve distanza, una piazzetta nel punto più alto del paese consente di spaziare con la vista le alture intorno in direzione di Mondavio, prossima sosta.

Rocca di Mondavio - ParticolareMondavio dista un paio di chilometri da Orciano, e ci accoglie con una splendida rocca nei cui cortili sono conservate catapulte e altre armi medievali, oltre ad un museo della guerra per accedere al quale bisogna avere il fegato di oltrepassare un cancello a guardia del quale è puntato ad altezza uomo una specie di minaccioso cannone... Non so perché, ma qualcosa mi fa pensare che una volta in queste zone il tempo si passava ammazzandosi allegramente. La manutenzione delle strade dei dintorni è passabile; il viaggio è reso comunque gradevole dal rilassante paesaggio collinare.

La prossima tappa è Corinaldo, splendida città fortificata da imponenti mura medievali anche conosciuta come "Il paese dei matti" (Leggete la sezione curiosità sul sito). Ricca di storia e misticismo, vale una visita approfondita. Le mura medievali con le loro porte e torrioni, tra cui si trovano curiosità come il pozzo della polenta e il corridoio dei "Landroni" ci accolgono e invitano a continuare la passeggiata. Non bastasse la bellezza della città per indurvi ad una sosta, ricordo che a Corinaldo è nata e vissuta brevemente Santa Maria Goretti, di cui è visitabile la casa natale ed il santuario a lei dedicato alla sommità del centro storico.

L'ennesimo centro fortificato da una cinta muraria che incontriamo è Ostra Vetere. Resti romani sono visibili a Ostra Antica, poco distante. Allontanandoci dal paese, la strada ci conduce sul crinale di uno spartiacque sufficientemente elevato da consentirci di ammirare in lontananza le cime più importanti dell'Appennino centrale fino al Gran Sasso d'Italia. La strada si fa improvvisamente splendidamente tortuosa e aperta su prati e vegetazione bassa; la voglia di aprire sull'asfalto apparentemente buono, tuttavia, viene ben presto frustrata dalla presenza di profondi ed improvvisi solchi che si possono rivelare pericolosi se presi in velocità. Occhi aperti!

Sfioriamo Jesi per salire poi a Cingoli. Il brutto tempo questa volta non ci ha consentito una visita approfondita del paese, che sembrava purtroppo molto interessante. Torneremo.

Proseguiamo in direzione di San Severino Marche imboccando la statale 502 piuttosto larga, comoda e molto ben asfaltata, in una vallata deserta e dalla foltissima vegetazione. Non esito a inserire questo tratto tra i grandi circuiti motociclistici, grazie ai curvoni ben asfaltati e l'ottima visibilità del tracciato. Non comprendo l'assenza di traffico e soprattutto di moto, anche se transitiamo in giorno feriale. La temperatura scende piacevolmente man mano che saliamo verso la fine della valle che va restringendosi, ma invece che trovare un passo imbocchiamo una breve galleria che sbocca sul fianco della valle adiacente nella quale si scende con alcuni tornanti. Purtroppo da questa parte notiamo il progressivo degrado dell'asfalto, che, tuttavia, non è sufficiente a farci rinunciare alla guida sportiva e alle pieghe su questo magnifico e deserto circuito che si snoda in una zona collinare scarsamente antropizzata.

Attraversato San Severino Marche, si imbocca la strada che porta a Tolentino ed al relativo ingresso sulla superstrada per Macerata. Tolentino merita una visita, ma è un grosso centro commerciale ed industriale: non aspettatevi il fascino e la poesia dei paesini che lo attorniano.

Prenotazione hotelHotel, bed and breakfast, apartment-venere.com
Destinazione:
Arrivo:
Partenza:
Persone: Camere:
Autore: Marco Springhetti - www.selectrom.com Data: Giugno 2002

Itinerari collegati

San Giustino (PG) - Senigallia (AN), intersecato a Corinaldo

Treia (MC) - Città di Castello (PG), intersecato a Cingoli

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