Le Langhe

Cliccare per la cartina stampabile

Le Langhe sono quel posto del quale tutti favoleggiano e nessuno ha visitato. Per sentito dire, ci si fa l'idea di un posto molto bello, ma essere per un po' il protagonista del quadro, proprio là, dipinto sulla tela insieme al paesaggio, ti fa sentire come la Gioconda davanti al visitatore. Azzardo un'ipotesi: che il famoso sorriso sia dovuto ad una vacanza della signora nelle Langhe?

ROADBOOK

 

In sintesi

Percorso senza particolari difficoltà, collinare e costantemente curvoso. Frequenti punti di interesse storico, vitivinicolo e gastronomico.

Altitudini

La Morra, 250 m

Lunghezza

251 Km

Tempo

5 ore

Lasciamo l'autostrada A26 Voltri - Gravellona Toce all'uscita Ovada e giriamo a destra sulla statale 456 in direzione dell'omonimo centro abitato. Senza alcun rimpianto ce lo lasciamo alle spalle seguendo le indicazioni per Acqui Terme e Molare. Pochi chilometri di strada diritta, e dopo il ponte sul torrente Orba incontriamo il paese che il cui nome ci servirà a farci beffe dei dentisti della compagnia.

"Tolto il dente", la statale 456 del Turchino inizia a salire mettendoci a disposizione una serie di curve da piego che sono la fine del mondo. In cima alla salita, Cremolino, il paese del Dolcetto, ci dà il benvenuto prima della discesa caratterizzata da curvoni larghi e ben asfaltati che ci accompagnano lungo tutto il tragitto collinare fino ad Acqui Terme.

Salutiamo Acqui Terme uscendo sulla statale 30 della val Bormida in direzione di Savona. Il poco traffico, i centri abitati radi, il tracciato sinuoso si alleano alla bella giornata e all'andatura piacevolmente sostenuta nel distrarci dalla meta; è così che tardiamo ad accorgerci che stiamo andando nella direzione sbagliata, e, quando qualcuno inizia a ragionarci, la proposta di tornare sui nostri passi viene subito accantonata perché siamo ormai sedotti dalla sensualità della guida su questa strada e ci sentiamo irresistibilmente attirati dai chilometri come il lettore di un avvincente romanzo si sente attirato dalle pagine seguenti del libro. 

Alba

Castello di Grinzane Cavour

Castello di Serralunga

Castello di Barolo

La Morra

Proseguiamo quindi fino a Ponte Crixia, dove giriamo a destra in direzione di Cortemilia. Nonostante sia anche questa una statale, la SS29  per la precisione, la strada si restringe un po' e si addentra in una valle; inizialmente pianeggiante lungo il fondovalle, inizia presto a salire e a rendere interessante la guida con una serie di curve ben raccordate. L'asfalto è buono e l'assenza di case e di gente consente di sciogliere un po' il polso destro su questa fresca salita nel verde condita con qualche tornante.

La frazione di San Massimo interrompe per qualche centinaio di metri la guida lungo questa formidabile sequenza di curve e controcurve facendoci rallentare un po' l'andatura. Poco dopo raggiungiamo la cresta della collina ed entrando nella provincia di Savona ci abbandoniamo ai tornanti che ci depongono sul fondo della valle che ci conduce a Cortemilia. Oltrepassiamo il paese, fino all'incrocio con la provinciale 11 per Canelli che si trova in corrispondenza di un tornante sinistrorso.

La strada sale leggermente, sempre piacevolmente curvosa e ben asfaltata, per regalarci la vista sul paesaggio collinare e sulla valle sottostante; gli estimatori del moscato riconosceranno in queste zone le caratteristiche viti dall'uva dolcissima. Incontriamo sulla strada Bubbio, con il suo municipio color azzurro carico; qualche centinaio di metri dopo Bubbio giriamo a sinistra sempre in direzione di Canelli.

Saliamo fino a Cassinasco che ci accoglie sulla vetta del colle, dopo il quale iniziamo la discesa mentre davanti a noi si apre lo spettacolo della val Padana. Sosta a Canelli, poi ritorniamo in direzione di Savona, ma questa volta sulla statale 592 in direzione di Santo Stefano Belbo. Circondati da verdi colline percorriamo la larga statale ben tenuta, appena sporcata dai temporali notturni che in questa stagione non mancano. A Rocchetta Belbo una serie di cartelli ci informa che stiamo attraversando la zona di coltivazione della nocciola Piemonte e subito i succhi gastrici si mettono a gorgogliare nello stomaco...

Pochi chilometri e giriamo a destra in direzione di Alba sulla statale 29. Interessante il tracciato con curve larghe e ben raccordate vivacizzate qua e la da qualche tornante che sale fino all'abitato di Mantera; complice anche la pioggia che ha ripulito l'aria dallo smog e dall'umidità, da quassù godiamo una vista emozionante della cerchia delle Alpi innevate con il Monviso che fa bella mostra di sé in lontananza. Scendiamo in direzione di Alba dove troviamo un parcheggio per le moto nella piazza centrale, facilissima da raggiungere. Peccato che la città non sembri avere molto da offrire in termini di arte ed architettura, ma forse è un'impressione dovuta al fatto che la nostra visita è stata resa indigesta dalla presenza del solito caotico e inutile mercato nella zona pedonale; i più golosi, tuttavia, non avranno sicuramente difficoltà a giustificare la sosta nella città.

Usciamo dalla città in direzione di Grinzane Cavour - Barolo con qualche difficoltà a tenere la concentrazione sulla guida perché distratti dalla visione delle Alpi innevate alle cui cime, appellandoci a lontani ricordi di geografia scolastica, tentiamo inutilmente di dare un nome che viene impietosamente corretto dalla popolazione locale. Mah... Possibile che non ne azzecchiamo una? che abbiano spostato le cime per farci dispetto???.

Raggiunto Grinzane, troviamo le indicazioni per il castello di Grinzane Cavour e le seguiamo fedelmente girando a sinistra alla fine del paese. La strada sale leggermente in direzione del castello posto su un'altura dalla quale si gode la vista dei colli circostanti.

Torniamo sui nostri passi verso Grinzane Cavour, ma invece di entrare in paese, giriamo a sinistra in direzione di Valle Talloria e Varrone. Vitigni e noccioleti circondano questa porzione di tragitto rilassante in fondovalle circondato da  verdi colline. Passiamo sotto a Sinio per entrare nella zona di Dolcetto, Barbera e Nebbiolo. Una cosa apprezzabile di queste zone è che le strade non attraversano i paesi ma passano loro a fianco; si viaggia quindi in mezzo alla campagna dondolandosi dolcemente attorno al fare sinuoso della base dei colli, qui coltivati a nocciole. Si sale, per godere ancora dello spettacolo dell'arco alpino che vale qualche fermata per le foto ricordo, soprattutto nell'atmosfera tersa di questa stagione..

Teniamo la destra scendendo verso Serralunga d'Alba e dopo Roddino ci ritroviamo sul crinale dei colli fino ad ammirare la splendida cartolina di Serralunga in primo piano, con il suo castello turrito al centro, e le Alpi innevate come sfondo. Notevole il borgo, e molto interessante (anche se senza arredi) il castello, visitabile con guida per soli 2.00 euro.

Ma adesso risaliamo in sella... Barolo ci aspetta, ed il nome promette bene! Quante volte vi è successo di incontrare una ciclista che, pedalando in salita in senso contrario al vostro, nonostante l'impegno fisico si sbraccia e vi grida "Andate piano che più avanti c'è ghiaia sull'asfalto"?. Le Langhe sono anche questo: un popolo gentile e cortese che non esita ad aiutare anche chi non conosce.

Alla fine della SP 125, giriamo a destra in direzione di Monforte. Guidare la danza della moto sulle morbide contorsioni di questo serpentone che schiva con rispetto le cantine in piccole frazioni è più che rilassante, quasi... emozionante! La piazza di Monforte è il ritrovo dei centauri della zona; dopo qualche curva e ai nostri piedi inizia lo spettacolo della pianura.

Una rotatoria con un cartello che indica a destra Barolo a 4Km mette in moto "strane" sensazioni di natura gastro-epatica... In centro, il castello - da visitare - ospita il museo del Barolo, con gli strumenti tipici della lavorazione ed un'enoteca nell'interrato. Questo castello ha ospitato tra gli altri anche Silvio Pellico. Una serie di tornanti porta al secondo castello di Barolo, semidistrutto durante la seconda guerra mondiale.

Non si raddrizza mai, questa strada instancabile nell'offrire occasioni di divertimento, che dopo Morra (merita una sosta panoramica, essendo il paese più alto delle Langhe) ci porta ad Alba, dove finalmente si riposa un po' e ci immette sulla statale 231 in direzione di Asti; si tratta di una strada a scorrimento veloce, parzialmente a quattro corsie che in una trentina di chilometri ci deposita all'ingresso dell'autostrada A21 ad Asti Est.

Prenotazione hotelHotel, bed and breakfast, apartment-venere.com
Destinazione:
Arrivo:
Partenza:
Persone: Camere:
Autore: Marco Springhetti - www.selectrom.com Data:  

Maggio 2004

Itinerari collegati

Nessun itinerario al momento

Home page