Alpi Apuane

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A saper ascoltare, questi boschi narrano di sinuosità stradali tutte da scoprire.

Attraverso l'Appennino modenese fino alle Alpi Apuane per visitare cave di marmo e luoghi dimenticati dal tempo.

ROADBOOK

 

In sintesi

Lungo, da spezzare in due giornate per goderselo appieno. Adatto a qualsiasi tipo di moto.

Altitudini

Passo del Cerreto 1261m, Passo Radici 1529m

Lunghezza

380Km

Tempo

8 ore

 

Partiamo da Modena Sud (A1) e ci dirigiamo verso Sassuolo, facilmente raggiungibile anche da Modena Nord con la superstrada per Fiorano/Maranello, proseguendo poi verso Castelnuovo ne' Monti. Fino a Ponte Secchia troviamo traffico, soprattutto dalle parti di Sassuolo, su strade larghe, ben asfaltate e pianeggianti.

A Ponte Secchia giriamo a destra in direzione di Toano/Castelnuovo ne' Monti. La strada comincia a salire sempre larga e ben asfaltata offrendo curvoni ben raccordati, larga e senza apparenti pericoli. Il traffico cala mentre saliamo nel verde e case e traffico si diradano.

Arrivando al centro abitato di Toano, cominciamo a veder svettare, sopra i colli più bassi, la Pietra di Bismantova, ma non è oggi che la visiteremo anche se ci accompagnerà maestosa per qualche chilometro. Dopo Toano attraversiamo Gatta. La strada sale impercettibilmente con pochissimo traffico. Procediamo sulla salita verso Castelnuovo ne' Monti.

Lago PrandaLa Pietra di Bismantova proietta la sua imponente silhouette contro il cielo, ma l’asfalto fino a Castelnuovo è un po’ rovinato. Lasciamo alla nostra sinistra la Pietra di Bismantova e procediamo verso il passo del Cerreto. Dopo Castelnuovo ne' Monti saliamo quindi decisamente lungo la statale 63 che la salita fa diventare più interessante e tecnica dal punto di vista motociclistico, pur non offrendo un bell’asfalto. Arrivati al passo una piccola deviazione a sinistra in direzione dei laghi porta con alcune curve al lago Pranda. La strada, lunga un paio di chilometri male asfaltati e con dossi rallentatori, conduce al laghetto. Si tratta di una pozza rotonda piuttosto pittoresca in mezzo al bosco, ottima occasione per sgranchirsi le gambe con una facile passeggiata di mezzora intorno al lago.

A saper ascoltare, questi boschi narrano di sinuosità tutte da scoprire. La strada è veramente molto bella dal punto di vista della guida. Peccato per l’asfalto bisognoso di manutenzione. A tratti anche il Cimone fa capolino da sopra gli alberi.

FivizzanoDopo il passo del Cerreto, iniziamo la discesa verso la Liguria, entrando in Lunigiana. Bella e molto guidabile, la discesa termina a fianco del maestoso castello di Fivizzano che si erge su una roccia in mezzo alla valle. Il castello è aperto ai visitatori solo al venerdì.

Poco più avanti c’è il centro abitato dove si gira a sinistra verso Fosdinovo. Inizia una salita di 18 chilometri fino al centro medievale di Fosdinovo che dall’esterno sembra piuttosto bello e ammalia con la sua suggestiva rocca illuminata. La strada che sale fino ai 550 metri di altitudine del paese è molto curvosa, degna dei migliori passi alpini.

Continuiamo in direzione di Castelnuovo Garfagnana girando attorno a Fosdinovo; improvvisamente, dalla parte opposta del paese, ci troviamo ad ammirare la Lunigiana sottostante da una posizione elevata.

NicolaSeguiamo le indicazioni per Ortonovo prima e poi Nicola. La strada sale ben asfaltata, curvosa e stretta. Basta salire un po’ e tra gli alberi che costeggiano la strada si intravede lo spettacolo della pianura del Magra sottostante. Entriamo una valletta e ammiriamo il paese di Nicola in cima alla collina.Nicola

Salendo, migliora il panorama. Attraversiamo un oliveto e raggiungiamo Nicola. Si entra nel paese a piedi parcheggiando le moto nei posti all’ingresso del paese. Nicola è interessantissimo nella sua immutata antichità. Ci si rende conto, passeggiando nelle viuzze, sotto ai volti lastricati con pietre, nelle case antiche di come ci si muoveva all’interno di un centro di questo genere. Non è lussuoso, anche se la bella chiesa offre dei pregevoli bassorilievi nell’abside. Manca quel sapore di finto che rovina tanti altri posti restaurati in era moderna.

Seguendo le indicazioni per Castelnuovo Garfagnana, raggiungiamo Seravezza finalmente fuori dal traffico. Si cominciano a vedere le cave di marmo. Restiamo a destra del corso d’acqua seguendo per Castelnuovo Garfagnana distante 40Km. Passato Stazzema ci allontaniamo dai centri abitati e ci addentriamo nella natura. Il tracciato stradale diventa molto bello e tortuoso senza tornanti, con un ottimo asfalto. Si sale impercettibilmente. Ancora cave di marmo, una bellissima galleria scavata in pietra non rifinita poco illuminata.
Procediamo attraverso boschi di castagni: attenzione ai ricci in mezzo alla strada che possono essere causa di pericolosi scivoloni.

Cava di marmoCava di marmoLa lunga galleria del Cipollaio ci evita di scavalcare una montagna e ci deposita nella valle adiacente in discesa in una gola suggestiva. Ci sono le gru in cave molto alte; se non sapessimo che sono di ferro, potremmo pensare che siano volate a nidificare lassù per stare tranquille…

Scendiamo ancora dopo aver visitato una cava abbandonata prima della seconda galleria. A Isola Santa ammiriamo i tetti lastricati di marmo del paese che troviamo sulla nostra sinistra.

Dopo Castelnuovo Garfagnana, che attraversiamo seguendo le indicazioni per il passo Radici/Modena, imbocchiamo la statale omonima. In ottobre bisogna fare di nuovo attenzione ai ricci delle castagne che sporcano la strada.

I colori dell'autunno, quasi una pioggia di macchioline gialle, marroni, rosse, verdi di varie tonalità, a volte più vive quando colpite dal sole, a volte un po’ più malinconiche quando passiamo sotto le nubi danzano sullo sfondo verde degli alberi o quello grigio della roccia ammaliando il motociclista che volteggia sulle curve di questo incredibile tracciato.

Passiamo davanti a Casone di Profecchia e raggiungiamo il passo delle Radici che non offre alcuna attrattiva; scendiamo poi verso Pievepelago. Giriamo poi a sinistra in direzione di Modena seguendo la strada, bella ma male asfaltata, ulteriormente rovinata da smanettoni spericolati.

 

Autore:  

Marco Springhetti - www.selectrom.com  in collaborazione con i Gastronauti

Data:  

11 ottobre 2003

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