Isola d'Elba

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Il profumo.

Il traghetto ti sta portando su un'isola. Ti aspetti di essere colpito dalla bellezza delle sue coste, spiagge, vegetazione e animali. Invece, quest'isola ti ammalia inaspettatamente con il suo profumo.

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In sintesi

Breve, nella natura dell'isola. Scarse occasioni culturali.

Altitudini

Marciana, 375m

Lunghezza

100 Km

Tempo

3 ore

 











Il traghetto attracca al porto di Rio Marina. Ti aspetti panorami costieri, profumo di pesce alla griglia, barche e pescatori intenti a riparare le reti, e invece sei travolto dai profumi della vegetazione (forse gli eucalipti? mirto?), appena ti allontani dal caos del porto dove il traghetto ti ha vomitato insieme al resto dei visitatori. Rio Marina è al centro della zona mineraria dell'isola.

Appena usciti dal centro abitato capiamo subito che c'è modo di divertirsi anche senza andare velocemente, grazie alla caratteristiche montuose dell'isola. Effettuiamo una prima sosta presso l'incantevole Porto Azzurro dominato dai forti di San Giacomo e del Focardo. Le distanze sono brevi, ma la bassa velocità, a causa delle condizioni dell'asfalto, comporta tempi di percorrenza più lunghi di quanto non siamo abituati.

La visita alla spiaggia nella baia di Naregno richiama l'atmosfera di vacanza al mare. Bella la passeggiata al forte Focardo. Ripartiamo risalendo verso Capoliveri (direzione obbligata) per poi dirigerci verso Marina di Campo. Ci attende un'ora di strada  tortuosa con continui saliscendi. L'asfalto non sempre bellissimo concede comunque un divertimento continuo. E' domenica, e ci sono molte biciclette.

Da Capoliveri a Marina di Campo si viaggia sempre nel verde, attraversando una zona poco antropizzata. A dire il vero, sulla costa sud dell'isola le case sono tutte concentrare nei paesi; fra un paese e l'altro non ci sono abitazioni. Non ci fermiamo a Lacona, ma ne ammiriamo le ampie spiagge transitando lentamente. Passata Lacona, si scollina e, dal "passo" si entra nella zona vigilata dal monte Capanne, il più alto dell'isola.

Il porto di  Marina di Campo consente una sosta agevole, e proprio al porto c'è, poco appariscente, la fabbrica di orologi Locman con annesso lo spaccio aziendale.

Proseguiamo il giro dell'isola lungo la "strada del vino" e la costa degli etruschi seguendo le indicazioni per Fetovaia, forse la più famosa spiaggia dell'Elba.

Arriviamo a Cavoli ammirando i fiori, splendidi in questa stagione, percorrendo un pezzo di strada a picco sul mare. Cavoli, Seccheto e Fetovaia si susseguono in rapida successione interrompendo lo spettacolo offerto da questo tratto di costa, esaltato da una splendida giornata di sole.

Dopo Chiesso ci si alza un pochino seguendo sempre la costa che diventa meno pittoresca senza nulla cedere alla tortuosità del tracciato. Si può anche pensare di lasciare un po' le briglie sciolte alla cavalleria, ma è meglio non esagerare perché l'asfalto non da mai  l'impressione di fornire un buon grip alle gomme, qualcuno sostiene a causa della salsedine e delle scarse piogge.

Divertentissimo il tratto da Zanca a Marciana. Poco prima di Zanca abbiamo girato la punta ovest dell'isola, e adesso possiamo ammirare il monte Capanne sulla nostra destra e la costa della terraferma sulla nostra sinistra. A 375 metri sul livello del mare, Marciana si propone come un punto di partenza strategico per la salita alla cima del monte Capanne. Per i meno proni alle camminate, circa 1Km dopo il paese, sulla destra c'è un comodo parcheggio dal quale si accede alla bidonvia. Escursione da non mancare soprattutto nel caso di buona visibilità.

La strada diventa perfettamente asfaltata ed il tracciato è molto divertente. Stiamo viaggiando nel verde e nell'ombra, con una temperatura gradevolmente inferiore a quella sopportata dall'altra parte dell'isola dove batteva il sole senza riparo.

Subito prima di Poggio, sulla destra, c'è una fonte di ottima acqua fresca, un bene che scarseggia sull'isola. Anche negli hotel, l'acqua dei rubinetti ha un gusto pessimo.

Marciana Marina offre le solite cose dei posti di mare: un porticciolo, vari ristorantini e alberghi, la spiaggia e locali vari.

Fra Marciana e Procchio l'asfalto è decisamente scivoloso, ma il tracciato è una serpentina strepitosa con le curve che si susseguono senza sosta. Il panorama non si gode perché viaggiamo nel verde e la strada è circondata da cespugli e alberi con i relativi benefici in termini di temperatura. Ci sono continue ville con accessi sulla strada, da cui entrano ed escono continuamente veicoli. Nei periodi in cui la zona è battuta dal turismo è necessario prestare molta attenzione.

Passato Procchio non ci sono più case lungo la strada; il tracciato resta molto bello ma aumenta il traffico. Deve essere sempre così, a giudicare dalle condizioni dell'asfalto dove ci sono segni inequivocabili di traffico pesante, probabilmente pullman.

Il traghetto riparte da Portoferraio, e ci concediamo ancora un paio di deviazioni. La prima è per scendere alla magnifica spiaggia di Biodola, 600 metri di spiaggia apprezzata dalle famiglie con bambini, che si raggiunge girando a sinistra al bivio ben segnalato.

La seconda è la casa di Napoleone, dove ha soggiornato per meno di un anno tra il 1814 ed il 1815, prima della fine ingloriosa che ha giustamente concluso la scia di atti vandalici, distruzioni e furti d'arte di cui si è macchiato. A Napoleone si deve la bandiera con le tre api dorate, ancora oggi mantenute a simbolo dell'isola. La casa, che contiene un piccolo museo, si raggiunge con una breve passeggiata di 300m dal parcheggio (1 € per il parcheggio, 3 € per l'ingresso alla casa e al museo).

Terminiamo quindi la nostra gita a Portoferraio dove, a malincuore, ci imbarchiamo per affrontare il ritorno a casa.

Home page Autore:

Marco Springhetti - www.selectrom.com  in collaborazione con il Pan European Club Italia. Foto per cortesia del Pan European Club Italia.

Data:  

16-17 maggio 2009

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