Trento - Verona

Dunque... vediamo... prendo l'autostrada, faccio i 90 Km a 180Kmh, in mezz'ora sono a Verona.

Oppure...

 

 

 

ROADBOOK

 

In sintesi

Tour relativamente facile su strade montane e collinari ben asfaltate, a tratti molto curvose e con numerosi tornanti. Servizi discreti e ben distribuiti. Splendidamente panoramico in quota.

Altitudini

Trento (250m), monte Baldo (1400m), Verona (100m)

Lunghezza

210 Km

Tempo

4 ore

 

Alcuni tratti di questo percorso potrebbero essere non agibili per neve durante la stagione fredda.

 

Sicuramente, la via più breve e veloce per raggiungere Verona da Trento è l'autostrada. Qualsiasi viaggiatore che sguazza nella sua banale quotidianità ne è ben cosciente. Un mototurista, tuttavia, a meno che non parta dopo cena, non si lascia sfuggire l'occasione per una capatina sul Bondone, poi giù verso il lago di Garda, su sul Baldo, picchiata in val d'Adige, salto sui monti Lessini, e discesa finale a Verona. Vero?

Prima di partire, una visita a Trento, gioiello rinascimentale incastonato nel cuore delle Alpi che conserva il Castello del Buonconsiglio, il Duomo, e numerose case affrescate, è consigliata a chi non l'ha mai vista. Soddisfatta la nostra sete di cultura, facendo riferimento al casello di Trento centro, puntiamo in direzione del centro città; si passa sotto il cavalcavia della tangenziale, e dopo forse un centinaio di metri si raggiunge il ponte sull'Adige. Prima di imboccare il ponte, giriamo a destra sul lung'Adige che ci porta ala rotonda con via Brescia che infiliamo girando a destra. La strada prende a salire girando attorno al Dos Trento, sulla cui sommità c'è il monumento a Cesare Battisti. Sempre salendo, le contorsioni della provinciale ci conducono fino all'incrocio con la strada del monte Bondone, che prenderemo girando a sinistra. Cerchi un alloggio vicino a Trento? Villa Alma, casa vacanze per famiglie in Vigolo Vattaro

Descrivere questa strada è azzardato. Anche osservare che per anni è stata sede di gare in salita potrebbe non rendere l'idea di cosa realmente aspetti chi vi si avventuri. Mettiamola così: se tendete a soffrire di mal d'auto, dotatevi di un casco jet e alzatene la visiera. E' sempre disdicevole vedere duri biker che cercano invano di ripulire l'interno del casco dal pranzo o dalla cena precedente...

Alzandosi, la stra... un momento; ho detto ALZANDOSI! Mi fate il piacere di alzare la testa di tanto in tanto al di sopra dell'asfalto? E che diamine, la vita non è solo curve e staccate! Alzandosi, dicevo, lungo il fianco del Bondone, si gode lo spettacolo della valle dell'Adige con il suo placido fiume e le cime circostanti; si continua a salire tra boschi e radi centri turistici fino a Vason, quasi sulla cima del monte. Vi auguro una giornata limpida, ma anche se così non fosse, il vicino gruppo del Brenta non mancherà di allietare la vostra sosta.

Continuiamo iniziando la discesa verso il lago di Garda lungo la valle del Sarca; incontriamo subito la sella delle Viotte, noto centro di sci di fondo dove si trovano il Centro di Ecologia Alpina ed il Giardino Botanico Alpino che ospita oltre duemila specie di piante montane provenienti dai cinque continenti. Da qui la pist... ehm, la strada, continua la sua discesa costante caratterizzata, su questo versante, da curve di ampio raggio fino all'abitato di Lasino. Attenzione agli smanettoni che salgono; non sono rari i casi di motociclisti che percorrono questa strada più volte in un giorno. Chissà perché...

Giriamo a sinistra verso Cavedine e, continuiamo fino a Drena ed i ruderi del suo castello, dove una violenta discesa ci deposita a livello del fiume Sarca in corrispondenza di Dro. Qui praticamente inizia l'area industriale di Arco; attraversiamola fino ad Arco dove giriamo a sinistra in direzione Nago-Rovereto. Giunti a Nago, prendiamo di nuovo a sinistra verso Rovereto. Si percorre la valle che separa la val d'Adige dal lago di Garda; una strada interessante, ma potrebbe diventare un inferno per via del traffico dei gitanti della domenica.

Arrivati a Mori, al semaforo in centro giriamo a destra in direzione Brentonico. Inizia la salita verso il monte Baldo. E che salita. Subito pace, niente traffico, la strada un po' stretta, ma natura, boschi e aria fresca ci ritemprano. La strada è praticamente obbligata, basta continuare a salite. Volendo, qua e là ci sono passeggiate da fare ben segnalate. Brentonico è l'ultimo paese per un pezzo; attraversatolo, restiamo soli con la natura. Ospita un interessante museo del fossile.

La strada prosegue stretta verso le cime più alte, separando i prati sottostanti dal bosco e seguendo il frastagliato fianco del monte Altissimo. Un punto di osservazione in corrispondenza di un tornante a sinistra consente di orientarsi tra i monti circostanti. Pochi chilometri dopo si giunge alla Bocca di Navene. A strapiombo sul lago di Garda offre un punto di osservazione probabilmente senza uguali, tra quelli raggiungibili con mezzi motorizzati. E la presenza del ristoro non guasta poi molto, se siete in strada da un po'. Consigliato attraversare a piedi il terrazzo del bar e proseguire una ventina di metri nella boscaglia per un panorama migliore.

Oltrepassata la Bocca di Navene, un bivio a sinistra ci riporta indietro verso la strada che, imboccandola girando a destra, immette sulla discesa verso Avio. Si percorre un tratto di un canalone che l'acqua ha modellato lasciando ardite pareti di roccia a dare spettacolo di sè.

Attraversato Avio, si raggiunge la strada della destra d'Adige che imbocchiamo girando a nord in direzione di Trento. All'altezza di Sabbionara, dove è visitabile il castello di Sabbionara d'Avio sul fianco della montagna della riva destra dell'Adige, un incrocio consente di accedere al ponte sul fiume e immette sulla statale Trento-Verona. Di nuovo, giriamo a sinistra verso Trento.

Un paio di chilometri e si entra nell'abitato di Sdruzzina dove sulla destra parte la strada che sale verso il passo Fittanze della Sega a 1400m nel cuore dei monti Lessini. Una strada tortuosa e piena di tornanti che si inerpica quasi a fatica sullo scosceso fianco del Corno d'Aquilio. Spettacolare la vista della val d'Adige in direzione nord; consiglio di fermarsi prima di entrare nel bosco che ci accompagna nell'ultimo tratto di salita verso il passo e dal quale si schizza fuori improvvisamente abbagliati dall'esplosione bucolica dei prati che dominano il paesaggio del passo.

Dopo la doverosa sosta, scendiamo lungo i dolci pendii del versante sud dei monti Lessini attraversando il parco regionale della Lessinia. Vi sono vari tragitti (possiamo azzardarci a dire che tutte le strade portano a Verona), consiglio di seguire le indicazioni per Bosco Chiesanuova, tragitto che consente di ammirare il paesaggio delle prealpi veronesi.

Giunti a Erbezzo, si gira a sinistra infilando una stradina stretta e panoramica che si inoltra nella valle per poi uscire di nuovo e raggiungere Bosco Chiesanuova. Da qui inizia la discesa verso Stallavena ungo la larga strada curvosa ed a tratti ripida che fu sede della corsa (in senso inverso) della Stallavena-Bosco. Non vi dico dove vanno i veronesi nelle loro gite fuori porta. Se lo doveste per caso scoprire, portate pazienza ed evitate di cambiare strada: è così dappertutto in questa zona.

Siamo arrivati a Verona. Adesso possiamo andare tranquilli all'appuntamento con chi è arrivato via autostrada ed è morto di noia durante le ultime tre ore. Vogliamo scommettere su chi ha più da raccontare a cena?

 

Autore: Marco Springhetti - www.selectrom.com Data: Aprile 2002

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