Chiusa (BZ) - Belluno

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A zonzo per le Dolomiti ai piedi di alcuni dei massicci più suggestivi, tra cui le Odle e le Tre Cime di Lavaredo attraverso il poco conosciuto Passo delle Erbe.

ROADBOOK

In sintesi

Facile con panorami dolomitici di sicuro interesse. Velocità ridotta.

Altitudini

Chiusa 750m, Passo delle Erbe 1987m, Rifugio Auronzo 2300m, Belluno 400m.

Lunghezza

170Km

Tempo

5h

Scommettiamo che vi passa la voglia di correre e vi scoprite a passeggiare ammirando il panorama nella zona del passo delle Erbe, tra la val di Funes e Antermoia?

Usciti dall'autostrada A22 del Brennero a Chiusa, tra Bolzano e Bressanone, ci troviamo sulla sponda sinistra dell'Isarco nell'omonima valle. La prima cosa da fare è raggiungere la statale del Brennero che è sull'altra sponda. Scendiamo quindi a destra e, dopo aver attraversato il fiume, giriamo di nuovo a destra in direzione di Bressanone-Brennero.

Per chi non la conoscesse, la statale del Brennero è uno stradone molto divertente, dal punto di vista della guida in moto; curvoso al punto giusto, con pochi centri abitati e piccoli saliscendi che rendono la guida ancora più interessante. Un paio di chilometri ci separano dal bivio per la val di Funes; tenendo d'occhio il margine destro e aperte le narici, non possono sfuggire i due baracchini che vendono würstel, il primo dei quali veramente degno di nota.

La strada, larga e ben asfaltata, inizia subito a salire addentrandosi nella gola che caratterizza l'ingresso alla val di Funes. Meno spettacolare della vicina gola della Val d'Ega, si allarga dopo poco e l'aria fresca si tinge del profumo del legno tagliato esposto ad essiccare all'aria nei piazzali delle segherie. Ancora qualche curva e spuntano i primi prati, prima timidamente circondati dal bosco, poi nello splendore della valle alpina che si apre gradatamente al sole ed ai primi centri abitati.

San Pietro si propone come il centro più importante della valle; è necessario attraversarlo tutto prima di scoprire l'indicazione per il passo delle Erbe sulla nostra sinistra. Giriamo seguendo le indicazioni ed imbocchiamo la strada che sale verso il centro del paese. Appena giunti nella piazzetta, bisogna guardare a destra nella strettoia ai piedi della chiesa per scorgere l'indicazione successiva. Il passaggio è appena sufficiente per una macchina, ma conduce ad una delle più belle zone delle Alpi. 

Le Odle dalla val di FunesSaliamo con fiducia la strada stretta ma ben asfaltata che si allontana dal paese tra i prati sul fianco scosceso della montagna. Una sosta un po' in alto, verso i primi boschi ci consente di ammirare il massiccio delle Odle, il cui caratteristico frastagliatissimo profilo, con cime che svettano tra i 2500 ed i 3000m, contrasta violentemente con la tranquillità e pace che ispira la verde valle sottostante punteggiata dai masi. Una volta inoltratasi nel bosco, la strada piega a sinistra e passa a nord delle Odle di Eores, un insieme roccioso leggermente staccato dal precedente ma non meno spettacolare, anche perché la strada passa ai piedi della roccia e lo si può ammirare dal basso. Gli odori del fieno tagliato nei prati e del sottobosco nelle zone boschive ci accompagnano a mo' di colonna olfattiva del film proiettato sulla visiera del casco.

Stiamo viaggiando intorno ai 1900m, e ce ne rendiamo conto arrivando al passo di Eores, notando che la vegetazione di conifere non prosegue molto oltre l'altitudine del passo, ma si arrende ai prati se non addirittura alle rocce. E' noto, infatti, che sulle Alpi gli alberi non crescono oltre i 2000m. Foto ricordo e qualche respiro a pieni polmoni, quindi continuiamo per la strada che inizialmente scende copiando fedelmente le anse create dall'erosione dei torrenti, poi riprende a salire fino ai 1987m del Passo delle Erbe, sempre tra prati, boschi e qualche casetta di legno.. Sass de Putia dal passo delle Erbe Una breve passeggiata pianeggiante verso il Sass de Putia che troneggia alla nostra destra ci permette di sgranchire le gambe ed ammirare il panorama in direzione di Antermoia, allontanandoci da quello che una volta era un rifugio in legno d'alta montagna ed ora si sta trasformando in un orrendo condominio di cemento. I dintorni del passo, che fino a poco tempo fa offrivano pascoli verdi a perdita d'occhio, purtroppo adesso ospitano numerose abitazioni. 

Proseguendo nella nostra direzione, la strada adesso più larga scende decisamente con alcuni tornanti lungo la ripida valle che porta ad Antermoia, piccolo centro in mezzo a pascoli le cui case sono mirabilmente decorate da cespugli fioriti con vivaci colori come da tradizione altoatesina. Terminata la discesa sotto al paese, la strada risale leggermente nel bosco e si adatta ad una guida piuttosto sportiva.

A proposito, ho vinto la scommessa con la quale ho aperto l'articolo?

Salendo in quota abbastanza da ammirare la valle sottostante, la strada prosegue pianeggiante attraverso un bosco, alla fine del quale discende al castello di Tor che preannuncia il paese di San Martino di Tor che attende qualche prato più in basso.

Giriamo a sinistra verso San Vigilio di Marebbe - Brunico seguendo la SS244 larga e ben asfaltata che scende dolcemente lungo il torrente a Longega, dove giriamo a destra imboccando la SP43 del passo Furcia. Questa ci porta fino a San Vigilio di Marebbe, famoso posto di villeggiatura, che non offre molto più di altri paesoni del genere, tipo Asiago. Con difficoltà tra insegne di ogni tipo, individuiamo una freccia a sinistra che indica la strada per il passo Furcia e la imbocchiamo con piacere nel tentativo di allontanarci velocemente da questa Rimini di montagna.

Stretta e tortuosa, la strada sale verso il passo. D'un tratto ci si ritrova a scendere, dal che si capisce che il passo è dietro di noi. Torniamo sui nostri passi (un po' più lentamente), e scopriamo che effettivamente nei prati occupati da gente che prende il sole c'è un cartello che informa che siamo al passo Furcia. Inutile fermarsi, se non avete intenzione di andare a funghi. Alla nostra sinistra il Plan de Corones resta nascosto dalla vegetazione, quindi affrontiamo i tornanti che ci depositano nella tipica cittadina altoatesina di Valdàora. Durante la discesa, ammicca invitante davanti a noi la splendida valle di Anterselva che conduce al passo del Rombo. Ma questa è un'altra storia...

Qui incrociamo la SS49 della val Pusteria, che prendiamo in direzione di San Candido rassegnati al traffico estivo. Una piacevole digressione è offerta dall'escursione al lago di Braies. Si tratta di una romantico specchio d'acqua a 1500m, racchiuso da alte cime, tra cui la Croda del Becco (2800m), servita con discrezione da piccoli hotel ed altre strutture. Consigliata, insieme a due passi vicino all'acqua, per una piacevole pausa dallo stress del traffico della val Pusteria. Si ritorna indietro per la stessa strada.

Arrivati all'ingresso di Dobbiaco, giriamo a destra imboccando la SS51 Alemagna in direzione di Cortina. Larga e pianeggiante, corre veloce sul fondo della valle di Landro. La seguiamo fin poco dopo il lago di Landro che possiamo ammirare sulla sinistra, quando nell'anfiteatro del monte Cristallo che si erge quasi a chiudere con i suoi imponenti 3000m la valle a sud, troviamo l'incrocio che, a sinistra, suggerisce una visita a Misurina ed Auronzo. Piacevolmente curvosa ed in salita, la strada dall'ottimo fondo, sale a Misurina, nota per l'omonimo lago nel quale si specchiano alcune tra le più belle cime delle Dolomiti. All'altezza del cartello che indica l'inizio del territorio comunale, un bivio sulla sinistra segnala la salita al rifugio Auronzo.

Auronzo dall'omonimo rifugioA 2300m di altezza, ai piedi delle Tre Cime di Lavaredo, il rifugio offre una vista spettacolare dei monti circostanti, oltre a regalare lo spettacolo delle Tre Cime a chi non soffre di cervicale e riesce a stare a naso all'insù. Attrezzato con numerosi ampi parcheggi, lo raggiungiamo, dopo aver pagato il pedaggio di €8.00 per moto, al termine della ripida strada d'accesso che si snoda, a seconda dell'altitudine, inizialmente nel bosco, poi tra i prati, poi sulla nuda roccia.. Salendo lungo i tornanti, le creste sulla destra sembrano muoversi l'una contro l'altra come marionette in un teatro, mentre pian piano l'orizzonte si espande ad abbracciare sempre nuove cime ed offrire nuove emozioni. Con la moto credo sia sempre possibile riuscire ad arrivare al parcheggio più alto e trovare un buco dove parcheggiare. Da qui, salendo un centinaio di metri (in verticale) si raggiunge la roccia viva e si accede alle fortificazioni in essa scavate durante la prima guerra mondiale. Deviazione caldamente raccomandata.

Apriamo i paracadute (c'è un omino che li vende a fianco della strada, se non li avete portati), e piombiamo letteralmente a Misurina. Male che vada, se si rompono i freni, c'è sempre il lago che vi accoglie. L'acqua tende però a tirare al fresco; meglio evitare, se possibile, il tuffo e, invece, fermarsi ad ammirare il paesaggio di cui il paese è parte integrante.

Ci allontaniamo da Misurina scendendo in direzione di Cortina - Auronzo, e all'incrocio che ci chiede una decisione finale, proseguiamo a sinistra sulla SS48 delle Dolomiti in direzione di quest'ultimo. La strada guida il nostro viaggio in una dolce e costante discesa sul fondovalle, tra freschi boschi e relativi profumi. Ben asfaltata e senza abitazioni, consente una guida sportiva in sicurezza.

Attraversiamo Auronzo senza esserne impressionati. Dopo quello che abbiamo visto finora, infatti, il resto sembra normale routine. Si può ancora guidare con gusto fino a poco oltre il delizioso Tai di Cadore, che, se siete in crisi di astinenza da caffeina, vale una sosta e la breve deviazione per arrivarvi.

Dopo Tai di Cadore, ci si ricongiunge alla SS51 Alemagna; questo significa normalmente un aumento del traffico, soprattutto verso il tardo pomeriggio, e un intensificarsi dei centri abitati. Tutte due le condizioni si verificano puntualmente, quando passo io. E' sempre commovente l'attraversamento di Longarone, da dove si può scorgere sulla sinistra la diga del Vajont che tanti tristi ricordi richiama alla mente.

Accompagnati dal corteo delle sardomobili, tra un centro abitato e l'altro, giungiamo infine ad imboccare la bretella che da Pian di Vedoia ci porta velocemente all'ingresso Belluno dell'autostrada A27 bypassando gli ultimi chilometri di traffico stressante e l'attraversamento della città.

Prenotazione hotelHotel, bed and breakfast, apartment-venere.com
Destinazione:
Arrivo:
Partenza:
Persone: Camere:
Autore: Marco Springhetti - www.selectrom.com Data: Agosto 2002

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A SUD: Verona - Bolzano, 32Km a sud (Bolzano Sud)

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