Bolzano - Austria - Bolzano

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Lungo la Val Venosta fino in Austria attraverso il passo di Resia; rientriamo quindi in Italia verso Bolzano valicando lo spettacolare passo del Rombo.

ROADBOOK

 

In sintesi

Lungo, ma facile ed a tratti spettacolare. Necessita dei documenti validi per l'espatrio (Modello 111 della sanità, carta verde dell'assicurazione, carta d'identità o passaporto, vignette se si intende utilizzare l'autostrada).

Altitudini

Passo Resia 1525m, Passo del Rombo, 2509m

Lunghezza

330Km

Tempo

5h

Alcuni tratti di questo percorso potrebbero essere non agibili per neve durante la stagione fredda.

Usciamo dall'autostrada A22 del Brennero a Bolzano Sud, e seguiamo le indicazioni per Merano che ci portano sulla superstrada che, seguendo il corso dell'Adige, ci accompagna velocemente fino oltre la bella cittadina tirolese. La superstrada ci deposita sulla statale 38 che percorreremo fino al passo Resia. Se siete in animo di una sosta, sappiate che qui siete a Foresta, in idioma locale Forst, dove ha sede la rinomata birreria che non ha mai deluso chi vi si fermasse.

Purtroppo spesso trafficata, si fa subito interessante dal punto di vista motociclistico la statale 38 che sale fino alla chiusa di Töll; qui si entra in Val Venosta, il "Giardino delle mele", come ricordano alcuni cartelli nella zona. Peccato che l'area industriale che si attraversa abbia ben poco da spartire con i meleti che ci si aspetterebbe.

Il demenziale attraversamento di Naturno, che causa lunghe code sia in ingresso che in uscita, mette a dura prova l'attenzione ed i nervi sia dei motociclisti che degli automobilisti. Attenzione alle manovre repentine di questi ultimi che spesso, soprattutto nella stagione calda, tentano di girare e tornare indietro o cercare un po' di refrigerio in qualche stradina laterale. Gli eterni lavori in corso non migliorano certo la situazione. Se capitate in queste condizioni, il paese offre alcuni spunti di interesse artistico e storico.

Passato l'ostacolo di Naturno, la strada prosegue inizialmente pianeggiante, poi sale leggermente; si passa Castelbello, dove un castello fa bella mostra di sé e, dalla strada, appare quasi un proseguimento naturale della roccia sulla quale sorge. Si oltrepassa quindi Silandro ed altri centri minori per arrivare a Spondigna, dove sulla sinistra, in direzione dello Stelvio, si può ammirare il ghiacciaio dell'Ortles. 

Glorenza - Ingresso ovestAncora qualche chilometro e a Sluderno troviamo l'incrocio che a sinistra ci porta verso Glorenza. La direzione è per Müstair - Tubre. Glorenza, vale la deviazione di 2Km per una seppur breve visita. Si tratta di una città fortificata, con la cinta muraria ancora i piedi. Anche se tutta la cittadina varrebbe una passeggiata, recatevi almeno all'estremo opposto della città, quello verso ovest, con la chiesetta e l'annesso piccolo cimitero in prossimità del ponte e della porta di accesso.

Monte Maria a BurgusioRiprendiamo la SS30 che inizia leggermente a salire, in direzione di Malles Venosta, oltrepassato il quale notiamo sul fianco della montagna alla nostra sinistra l'imponente abbazia benedettina di Monte Maria a Burgusio che, visto dalla valle, sembra più un forte asburgico che un luogo di culto. La visita alla bella cappella non distolga il vostro interesse dal mulino ancora funzionante sotto la generosa spinta del ruscello che scende a lato della costruzione appena fuori le mura.

E' il momento di sciogliere la cavalleria sul tratto rimanente della SS38, che sale a zig zag con una serpentina fantastica attraverso i prati della larga valle fino ai laghi di Resia, da dove esce il fiume Adige. Subito dopo l'abitato di Curon Venosta, ricostruito più in alto dopo che il paese originario è stato sommerso dal lago artificiale, all'uscita di una breve galleria, sulla sinistra un parcheggio ci invita a scendere nuovamente dalle moto per ammirare il famoso campanile del vecchio paese sommerso, che spunta ostinatamente dal lago quasi a non volersi piegare al volere dell'uomo che ha tentato di affogarlo insieme al resto delle costruzioni originarie. Lago Resia Interessante anche il plastico del lago e la spiegazione dei lavori di costruzione della diga e relativo invaso. 

Poco oltre il secondo lago di Resia, si trova l'omonimo passo a 1525m con i rimasugli di quello che una volta era la frontiera. La prima cosa che si nota è la scomparsa delle case intorno alla strada. Gli austriaci, infatti, amano radunarsi a vivere nei villaggi piuttosto che popolare le campagne come facciamo noi, e quindi la strada scorre inizialmente per un breve tratto tra pascoli e campi coltivati punteggiati qua e la da piccole cascine probabilmente utilizzate per riporvi gli attrezzi.

Il primo centro abitato che si incontra è Nauders, preceduto dallo splendido castello che ne decora piacevolmente l'ingresso. Tanto è dolce la salita verso il passo Resia  sul versante italiano quanto è brusca la discesa verso l'Inn sul versante austriaco; il breve tratto fra i pascoli, infatti, dopo Nauders sembra essere inghiottito da una stretta gola lungo la quale la strada scende con una serie di violenti tornanti. Fortunatamente l'asfalto è splendidamente uniforme e la guida risulta appagante, pur ad un'andatura caratterizzata dal timoroso rispetto che deriva dalla coscienza di essere in terra straniera.

Una serie di fortificazioni a difesa dell'accesso testimoniano le attività militari probabilmente durante la prima guerra mondiale e rendono ancora più tetro il paesaggio. La strada scende tortuosa e ripida sul lato destro dell'Inn fino al fondovalle. Qui diventa un falsopiano in discesa e consente un'andatura discreta, anche se in ottemperanza ai limiti di velocità. Un tunel che si preannuncia di 4Km ci promette di tagliar fuori Landeck per portarci direttamente a Sams; è necessario fare attenzione all'uscita, nel caso non abbiate acquistato la vignette autostradale, perché è facile sbagliarsi e finire in autostrada. Vogliamo invece puntare a destra, in direzione Imst prima e Innsbrück poi, per tornare verso l'Italia seguendo la strada normale.

Proseguiamo quindi sulla comoda statale per Innsbrück, che abbandoniamo solo a Grunau dove troviamo le indicazioni per la Ötztal. Si inizia a salire per la splendida strada ottimamente asfaltata. Attenzione, però, che la strada è estremamente sdrucciolevole, soprattutto se piove. E' facile bloccare la ruota anteriore in frenata o sentire la posteriore che va via aprendo per uscire da un tornante. Parlo per esperienza personale, e, credetemi, non l'auguro a nessuno. In Austria, ho scoperto, la segnaletica stradale non viene messa come da noi al solo scopo di dare multe, ma ha ragione d'essere; meglio rispettarla.

La pioggia decora con cascate e torrenti i fianchi delle montagne che modellano la valle; una breve sosta a motore spento, se vi capita l'occasione, vi fa scoprire anche il loro rumore assordante. E' ovvio che comunque vi auguro di trovare bel tempo; se notate che non sto parlando delle cime intorno, è perché me la sono fatta quasi tutta sotto l'acqua. Spero di tornarci presto.

Sölden - DintorniIn costante salita, la strada percorre la lunga valle fino a Sölden, dove il caratteristico paese di montagna ci accoglie con aspetti della cultura contadina che da noi è andata quasi persa; covoni di fieno sono sparsi nei prati ad asciugare, segno che da queste parti alle mucche si dà da mangiare ancora l'erba. Oltrepassato il paese, la strada si impenna salendo ostinatamente il fianco della montagna con una serie di tornanti; adesso sì che ci si diverte!

Si sale continuamente fino al bivio, in corrispondenza di un tornante sinistrorso, per il simpatico paesino dal gutturale nome Obergurgl, che dall'alto dei suoi 1930 metri si propone come il centro perennemente abitato più alto d'Austria. Vale la pena percorrere la breve deviazione per una breve visita al paese.

Rientrati sulla strada principale, la strada continua la salita decisa verso il passo del Rombo; i tornanti si susseguono in una sequenza che sembra non finire mai, religiosamente segnalati da un cartello con il numero progressivo e l'altitudine. Abbandonata sotto di noi la vegetazione alta, si guida in un paesaggio roccioso modellato dalle acque impetuose del torrente di fondovalle.Passo del Rombo - versante austriaco

Un posto di blocco sembra proporci un revival della vecchia frontiera; falso allarme, si tratta solo della riscossione del pedaggio di € 6.50 per le moto. Detto tra noi, per quanto ci possa scocciare pagare questa tassa, sono soldi ben spesi. La natura circostante è splendida.

Proseguiamo la salita sul fianco della montagna, e quindi in un roccioso paesaggio lunare senza ombra di verde, la strada piega bruscamente a sinistra e ci ammette al passo del Rombo (Timmelsjoch) a 2509m di altezza. Grappino al rifugio, poi infiliamo la galleria abbandonando la terra straniera per tornare in quella natìa. 

Passo del Rombo - versante italiano Sulla sinistra, lo spiazzo del belvedere pieno di cartacce sparse a terra e il camioncino delle bibite e panini ce lo confermano: siamo tornati a casa. La galleria è chiusa dalle 20.00 alle 7.00; non si passa, quindi, di notte.

La strada si stringe e si tuffa nella valle sottostante, con un asfalto mal tenuto ma un paesaggio che ne compensa il disagio. La serie di tornanti in discesa impegnano l'attenzione ed i polsi, mentre la vista sul ghiacciaio dell'Altissimo a 3500m ci accompagna fin quando entriamo nel bosco della val Passiria. Ci accoglie Moso in Passiria dopo il quale la strada, meno ripida, ma più trafficata, si offre a soddisfare le voglie dei velocisti. 

Soprattutto il tratto dopo San Leonardo in Passiria, dove troviamo l'incrocio a destra che ci mette in direzione di Merano, con le sue curvette ben raccordate e l'asfalto ben tenuto, sarebbe da percorrere tutto d'un fiato sollecitando i fianchi delle gomme; peccato che il traffico e gli attraversamenti delle zone abitate raramente lo consentano.

Attraversiamo Merano seguendo le indicazioni per Bolzano fino a raggiungere la superstrada che ci porta velocemente al casello autostradale di Bolzano Sud dove termina il nostro itinerario.

 

Prenotazione hotelHotel, bed and breakfast, apartment-venere.com
Destinazione:
Arrivo:
Partenza:
Persone: Camere:
Autore: Marco Springhetti - www.selectrom.com Data: Agosto 2002

Itinerari collegati

A SUD: Verona - Bolzano, (arrivo a Bolzano Sud)

A EST: Chiusa (BZ) - Belluno, a una trentina di chilometri da Bolzano Sud verso il Brennero (Chiusa)

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