Piovene Rocchette (VI) - Trento via Asiago

Attraverso l'Altipiano di Asiago verso il passo Vezzena e giù fino a Trento tra prati, boschi e brandelli di storia recente.

 

 

 

ROADBOOK

In sintesi

Tour facile su strade di montagna ben asfaltate e prevalentemente larghe; qualche tratto curvoso e qualche tornante. Servizi buoni e ben distribuito. Panoramico, naturalistico e con buone occasioni per sgranchirsi le gambe..

Lunghezza

94Km.

Tempo di percorrenza indicativo

1.5h + le soste.

 

Se raggiungete Piovene Rocchette da sud, vi consiglio caldamente l'autostrada A31 che vi termina, perché i dintorni di Vicenza sono terribili per il traffico ed il susseguirsi di centri abitati senza soluzione di continuità.

Dal casello autostradale di Piovene Rocchette prendete a destra verso Asiago. La montagna che avete di fronte è quella che vi attende per portarvi sull'altipiano dei Sette Comuni, teatro di feroci cannoneggiamenti durante la prima guerra mondiale. Infatti, il 24 maggio 1915 scoppiò la "Grande Guerra": alle ore 3:55 da forte Verena (in questa zona) partì il primo colpo di cannone.

La strada si presenta subito ben asfaltata, e se capitate in un sabato o domenica di sole, gli inconfondibili rombi e sibili che risuonano nella valle vi dovrebbero dare un'indicazione piuttosto esatta dell'aria che tira. Quando poi vedete quel cartello che dice "Tornante numero 1"... occhio agli specchietti (che non tocchino per terra, intendo...) !!!

Al 6° tornante troverete una folla di appassionati che non vi risparmierà un applauso, se ce la mettete tutta; dopo il decimo, invece, di motociclisti ne transitano pochi e sulla sinistra alcune piazzole vi permetteranno di ammirare la pianura padana da un ottimo punto di vista. Nel caso di nebbia, ovviamente, la vista panoramica non è garantita. Poco dopo, la strada gira all'interno e risale una valle che ci porta sull'altipiano, al cui ingresso ci accoglie l'abitato di Treschè Conca.

All'uscita del paese, prati, fiori, mucche e montagne in lontananza suggeriscono alcune idee su dove passare una settimana di ferie. La strada si restringe e potrebbe essere piuttosto sporca nei pressi delle cave di marmo, quindi attenzione.

Il prossimo abitato è Canove, dove fa bella figura di sé il Museo Militare della guerra '15-'18. Se avete già visto Asiago o on vi interessa andarci, potete girare a sinistra per Camporovere; altrimenti alcuni chilometri avanti (visibile in lontananza) c'è Asiago, che merita una passeggiata nel centro (se non c'è troppa gente) e una visita almeno al sacrario militare della prima guerra mondiale. Ripartendo, si gira attorno alla chiesa parrocchiale seguendo per Lavarone/Trento.

Attraversato Camporovere, si infila una strada che segue le tortuose anse di un invisibile torrente che ha scavato una valle molto pittoresca che sale verso Passo Vezzena, sui cui prati si sbuca improvvisamente schizzando fuori dall'ultimo tratto della valle che si restringe. Da qui si può raggiungere cima Vezzena, con relativa fortificazione subito sotto la cima e vista mozzafiato a strapiombo sulla Val Sugana, che si raggiunge in circa un'ora di camminata. Girando a piedi nella zona, non è infrequente imbattersi in cimeli della prima guerra mondiale, tipo schegge di granata ecc.

Abbandonato il passo ci si tuffa di nuovo nel bosco, abbandonandosi alle violente contorsioni del serpente d'asfalto che ci porta giù a Monterovere prima e alle frazioni che costituiscono Lavarone poi; qui il paesaggio si apre per lasciare di nuovo il posto a prati e campi coltivati. Giungiamo in breve a Carbonare dove incroceremo la statale che collega Trento con Vicenza lungo la Val d'Astico e che imboccheremo in direzione di Trento girando a destra. Per inciso, proseguendo 30 metri dopo l'incrocio, in direzione di Folgaria, sulla sinistra c'è una di quelle splendide fontane di montagna da cui sgorga dell'acqua vera che non sa di plastica.

Da Carbonare una volta c'era una splendida strada strappata alla montagna a picconate e dinamite. A guardare le gallerie scavate a mano e i passaggi strettissimi a strapiombo, sembrava di sentire ancora eccheggiare i colpi dei picconi e le strisciate dei badili. Poi, un giorno, qualche mentecatto ha pensato che la corriera (60 posti, quasi sempre vuota) faceva fatica a passare, e ha distrutto tutto per fare un viadotto ed una galleria. Usare corriere più piccole non se ne parla neppure. Tant'è; se avete voglia di vedere quello che resta (la sorgente da cui sgorgava l'acqua a cubetti anche d'estate è persa per sempre, pensateci quando imboccate la galleria in fondo al viadotto a 200 all'ora) della strada di una volta, quella costruita dagli uomini, parcheggiate alla fine della galleria e percorrete un centinaio di metri a ritroso sul fianco della montagna.

Subito dopo la galleria c'è il passo della Fricca, dopo il quale la strada scende copiando fedelmente le anse del fianco del Becco di Filadonna che si erge alla nostra sinistra. Rapide curve e controcurve ci portano agli abitati di Vattaro prima e Vigolo Vattaro poi, dove un semaforo ad ogni paese ci aspetta per diventare rosso se transitiamo a oltre 50 Km/h.

Dopo Vigolo Vattaro, la strada si tuffa definitivamente nella Val d'Adige e scende fino a Trento; prendetevi una manciata di secondi per ammirare Villa Tambosi, recentemente restaurata, che si affaccia sulla rotonda in corrispondenza del passaggio a livello all'ingresso della città.

Prenotazione hotelHotel, bed and breakfast, apartment-venere.com
Destinazione:
Arrivo:
Partenza:
Persone: Camere:
Autore: Marco Springhetti - www.selectrom.com Data: Ottobre 2001

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